3 Novembre 2007

Il caro-petrolio costa 390 euro a famiglia

Oltre quota 1,25 al litro
I consumatori Il caro-petrolio costa 390 euro a famiglia

Dopo l`allarme sul prezzo del petrolio arriva quello sul gasolio, il derivato del greggio che in Italia fa marciare tutti i camion e la maggior parte delle automobili. Ieri il gasolio per le auto alla pompa dei distributori Api-Ip ha toccato il record storico di 1,253 euro al litro (prezzo “consigliato“); per la benzina il costo è di 1,352. La differenza fra benzina e gasolio si è ridotta a meno di 10 centesimi per litro, contro (per esempio) i 18,5 centesimi del 2004 e i più di 19 del 2002. La forbice tende a chiudersi, anche se i motori diesel continuano a godere di un altro vantaggio, cioè un maggior numero medio di chilometri percorsi con un litro di carburante. Le stime provvisorie dell`Istat sull`inflazione in Italia, rese note mercoledì, davano per il prezzo della benzina un balzo in avanti del 6,9% in ottobre sull`arco dei 12 mesi, e del 7,2% per il gasolio; ieri l`associazione di consumatori Codacons, basandosi su numeri più aggiornati, stimava al 10,6% il rincaro del pieno di gasolio fra il 2 novembre 2006 e il 2 novembre 2007, corrispondente a 6 euro in più per ogni pieno. Il Codacons polemizza: “Milioni di italiani sono stati spinti ad acquistare auto a gasolio per risparmiare“ dice Carlo Rienzi, presidente del Codacons. “Ora la convenienza rispetto alla benzina si sta azzerando, e il gasolio costa sempre di più. Chiediamo all`Antitrust, che già indaga sui petrolieri, di accelerare l`inchiesta, e alla procura di Roma di intervenire come ha fatto sulla pasta, aprendo un`analoga indagine per verificare la presenza di speculazioni sui prezzi dei carburanti“. Adusbef e Federconsumatori calcolano in 390 euro la maggiore spesa che dovrà sopportare nel 2007 la famiglia italiana media per colpa del caro-petrolio, sommando il rincaro dei carburanti e quello della luce, del gas e dei costi di trasporto che si scaricano sui beni di consumo. Il gasolio auto costerà sempre di più? E il divario con il prezzo della benzina tenderà a scomparire? Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia, ritiene di sì, perché “l`Italia, anzi tutta l`Europa, sono a corto di gasolio, mentre abbondano di benzina“. Il problema si avverte sia sul lato della domanda che dell`offerta. In Europa c`è un continuo incremento della domanda di gasolio perché “l`economia cresce e la flessibilità che dà il trasporto di merci e di persone su gomma è impensabile da ottenere con altri mezzi, come ad esempio i treni“. Camion e auto vanno a gasolio, ma esiste un problema di offerta perché la quota di gasolio che le raffinerie italiane riescono a ricavare dal greggio è pari ad appena il 36%, da cui bisogna sottrarre il gasolio da riscaldamento; poi c`è un 19% di benzina e via via di altri prodotti (fino a un sorprendente 9% di perdite da lavorazione). La benzina, da noi, viene sempre meno consumata e quindi la esportiamo in grandi quantità negli Stati Uniti, che invece marciano (appunto) a benzina e che hanno raffinerie più specializzate, dalle quali si ricava il 45% di “verde“ e che non sono in grado di ri-esportare al di qua dell`Atlantico una quota di gasolio corrispondente alla benzina che noi vendiamo a loro. Allora da dove prendiamo il gasolio che ci manca? “Ne importiamo dalla Russia“ dice Tabarelli, “ma la vera soluzione del problema sarebbe costruire in Italia e in Europa più raffinerie, e ammodernare quelle esistenti in modo che producano più gasolio dal greggio. Però le raffinerie incontrano obiezioni di tipo ambientale e perciò da anni non se ne fanno più“. Non è in vista alcun calo dei consumi. Secondo la ExxonMobil, numero uno mondiale dell`energia, “nonostante i prezzi record del barile non stiamo assistendo a un declino della domanda globale di petrolio, ma anzi a una crescita“.

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