21 Agosto 2010

Il caro-libri c’ è anche in Maremma

GROSSETO. Il Codacons lo ha denunciato neppure due giorni fa: la spesa per i libri scolastici alle superiori quest’ anno sfora i limiti previsti dal ministero dell’ Istruzione. Secondo un’ indagine a campione dell’ associazione, in Toscana il 60 per cento delle scuole secondarie al primo anno ha messo in conto alle famiglie libri che costeranno in media 302 euro. Ben oltre i 289 euro fissati dal ministro Gelmini l’ anno scorso e confermati anche per l’ anno scolastico 2010 – 2011. Solo in città, più della metà degli istituti superiori prescrive un corredo di antologie e manuali che sfora la media imposta dal Miur, come si legge nella tabella a fianco che conteggia l’ intero pacchetto di manuali, compreso quello di religione. Sforano il tetto i licei classico Carducci-Ricasoli, scientifico Marconi e artistico Aldi, così come gli istituti agrario Leopoldo II di Lorena, commerciale Fossombroni e iti Porciatti. Il surplus, in queste scuole, va dai 10 agli oltre 50 euro, ma è il geometri Manetti ad aggiudicarsi il bollino rosso per lo sforamento: i neoiscritti spenderanno 375 euro contro i 270 indicati dal ministro Gelmini. Più oculati, invece, il Rosmini e il professionale Einaudi, il cui pacchetto di testi è ampiamente sotto la previsione del Miur anche se neppure in queste scuole il portafoglio fa salti di gioia. «A volte le scuole – spiega Grazia, della Nuova Libreria di via Dei Mille – per non superare i paletti ministeriali, una volta arrivate al limite di spesa inseriscono il resto dei libri nella categoria dei "consigliati", e dunque extra budget, anche se in realtà sono indispensabili». Nonostante i tetti fissati dal Miur siano rimasti quelli dell’ anno scorso, stabiliti nel decreto 41 dell’ 8 aprile 2009 (tabella a fianco), e nonostante il ministro Gelmini abbia imposto agli insegnanti di non cambiare i testi per almeno cinque anni consecutivi, a settembre i rincari in prima ci saranno. Non tanto per gli aumenti dei prezzi che, come confermano alla Nuova Libreria, si aggirano sull’ 1 o 2 per cento, quanto per le nuove materie in più previste fin dalla prima che impongono di acquistare subito volumi che in passato erano dilazionati in più anni. Oltre a questo non si pensi che, una volta affrontata la stangata del primo anno, ci si sistemi per tutto il quinquennio. «Chi entra in prima superiore – spiega la signora Grazia – deve affrontare le spese dei dizionari, è vero, ma non va meglio gli anni dopo. Al classico, ad esempio, in terza la spesa per i libri quest’ anno lievita a 645 euro». E questo alla faccia dei 370 euro fissati dal ministero. Non un buon inizio per quel risparmio del 30 per cento che Mariastella Gelmini ha dato per certo entro il 2012 e che dovrebbe derivare anche dall’ adozione dei libri misti, in parte cartacei e in parte consultabili e scaricabili su internet. Il salasso per le famiglie è ancora più pesante se si considera che il budget indicato dal Miur non tiene conto né della spesa per zaino (60-70 euro), diario (12-15), penne e quaderni, né tanto meno di quella per dizionari (sui 60-80 euro quelli di lingue straniere, fino a 100-120 di latino o greco), atlanti, cartine, compassi. I libri vanno poi foderati, al costo di un euro l’ uno se l’ operazione è fatta in cartoleria con la foderatrice. E se è vero che la piccola biblioteca scolastica di uno studente è fatta in media di 12-15 titoli, c’ è da considerare che alcuni libri sono formati da più tomi, ognuno dei quali è un’ ulteriore foderina da mettere in conto. Infine, visto il fardello da portare, quasi indispensabile è ormai il trolley che si aggira sui 16 euro. Per una spesa aggiuntiva, dunque, di almeno 300 euro. «Purtroppo sui libri ci sono pochi incentivi – spiega Grazia – per cui è difficile fare degli sconti. Non di rado, però, chi si lamenta per il caro libri poi spende una piccola fortuna in cancelleria firmata e compra anche due zaini all’ anno al figlio se cambia gusti». Microstrategie per risparmiare? «A chi entra in prima superiore – conclude Grazia – consiglio di sfruttare per i primi mesi dizionari e atlanti già presenti in casa e magari cogliere l’ occasione del Natale per farsene regalare di nuovi al posto di tanti regali superflui».

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