16 Giugno 2004

Il caro-energia tiene su l?inflazione

Il caro-energia tiene su l?inflazione


Indice al 2,3% per il quinto mese, ma la benzina intanto è salita del 7,9%






ROMA Carovita fermo al 2,3% per il quarto mese consecutivo. Ma intanto il prezzo della benzina vola: più 7,9% da inizio anno. E il suo peso sull?indice dei prezzi si fa sentire. A maggio, così, non cambia il copione dell`inflazione. E proprio la zavorra del comparto energia, insieme ai servizi, impedisce un calo atteso ormai da gennaio. Un problema rimarcato con forza dalle associazioni dei consumatori che, in polemica con l`Istat, parlano addirittura di aumento molto maggiore, e pari al 12%.
Se la corsa dei prezzi degli alimentari sembra infatti rallentare (+3,1% tendenziale contro il +3,4% di aprile), i beni energetici a maggio accelerano per il quinto mese consecutivo, con un +1,9% tendenziale. L`andamento di questo insieme di beni (non un vero e proprio capitolo, ma di un aggregato di voci da vari settori, in primis trasporti e casa) registra da un lato dinamiche favorevoli nei settori regolamentati, che a maggio risultano in calo del 3,5% rispetto al maggio 2003 (in particolare l`energia elettrica è scesa del 5,6%, mentre il gas ha subito una flessione dello 0,9%). Ma dall`altro lato ecco le spinte al rialzo che hanno alimentato fin dall`inizio dell`anno la dinamica dei prezzi dei beni energetici non regolamentati (+6,4%). Nell`elenco ci sono i combustibili liquidi da riscaldamento (+6,2% su maggio 2003) e soprattutto la benzina, voce ?pesante? visto che vale l`1,8% del paniere. La verde, secondo l`Istat, è cresciuta del 2,7% su aprile, del 7,5% su maggio 2003 e del 7,9% da gennaio.
Dati però contestati, come detto, dalle associazioni dei consumatori. Quella dell`Istat, per l`Adusbef, «è una rilevazione bizzarra»: secondo l`associazione «per un litro di verde si spende il 12,1% in più rispetto a gennaio, con un aggravio di 7,5 euro a pieno e 220 euro a famiglia in un anno». Senza contare che, secondo l`Intesa dei consumatori, «nelle elaborazioni dell`Istituto non appare in alcun modo l`impatto che il forte aumento della benzina ha avuto sui prezzi dei beni trasportati». Per l?Intesa, fino al 10% sui singoli beni.
Dal fronte greggio arrivano però segnali di raffreddamento. Il petrolio torna sotto quota 38 dollari a New York e sotto 35 a Londra. E sul fronte benzina, secondo il ministero delle Attività produttive, i listini sono tornati quasi ai livelli di un mese fa: anche se siamo ancora tra gli 1,152 euro al litro dell`Agip e gli 1,158 euro al litro di Api, Erg, Fina, Q8 e Tamoil.
Così il presidente della Consulta economia della Margherita, Roberto Pinza, torna a chiedere un intervento sul fronte accise: «Mentre il governo si perde in improduttivi dibattiti su come risollevare l`economia, i dati Istat – afferma Pinza – confermano la necessità di un intervento per contenere l`esplosione dei prezzi della benzina, voce di spesa essenziale e tra le più importanti delle famiglie italiane. È necessario che il ministro dell`Industria e il ministro dell`Economia presentino entro pochi giorni un provvedimento in questo senso anziché continuare a parlare di una riforma fiscale impossibile ed inutile».
Senza inteventi mirati, per gli italiani che si paprestano a partire per le ferie il salassò al distributore di benzina si annuncia dunque ancora consistente. E accompagnato dagli aumenti dei pedaggi autostradali. A completare il quadro, l`impennata del costo dei trasporti aerei, cresciuti a maggio del 12,6%, e i rialzi di alberghi, bar e ristoranti (+3,3% rispetto a maggio dell`anno scorso).

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