10 Aprile 2005

Il caro-benzina costa 348 euro a famiglia

IL 7% della spesa mensile delle famiglie italiane brucia in carburanti e il caro-pieno in un anno avrà un impatto di 348 euro di aggravio sui bilanci domestici. I prezzi alla pompa – con benzina e gasolio ai massimi di 1,25 e 1,338 euro al litro – continuano così a destare allarme tra consumatori e sindacati che chiedono un intervento urgente al Governo, a cominciare dalla defiscalizzazione. Ed il Codacons minaccia un vero e proprio sciopero dei consumi, preparando una “ricetta“ da distribuire agli utenti per un autoriduzione controllata del consumo di carburante che permetta di risparmiare il 50%. A fare i conti sull`impatto dell`impennata dei prezzi di benzina e gasolio sulle tasche degli italiani è stata la Cgia di Mestre: per riempire il serbatoio delle proprie auto le famiglie italiane – sottolinea il centro studi – devono mettere in conto la stessa percentuale di reddito impiegata per abbigliamento e calzature. Ed i consumatori colgono la palla al balzo per lanciare la sfida al governo. «Se Berlusconi vuole essere credibile», dicono Adusbef e Federconsumatori, «il primo atto» da fare «è quello di vigilare sulla speculazione dei petrolieri. E – proseguono – restituire 3,9 miliardi di euro incamerati come soprattassa alla faccia di una diminuzione promessa di tasse che gli italiani non hanno mai visto». «Davanti alla inarrestabile escalation dei prezzi del carburante, che incide pesantemente sui conti delle famiglie e delle imprese», fa eco l`Ugl, «il governo deve intervenire immediatamente: bisogna – sottolinea Renata Polverini, vice segretario generale dell?organizzazione vicina al centro-destra – agire sulla leva fiscale considerato che, ad oggi, sul prezzo dei carburanti in Italia, pesano ancora balzelli antichi, come quelli imposti per la crisi di Suez del 1965 e per l`alluvione di Firenze 1966». Dai dati Cgia emerge poi che sono le famiglie della Valle d`Aosta (con 251 euro), seguite da quelle del Trentino Alto Adige (182,7), a spendere di più ogni mese per fare il pieno delle proprie auto mentre più parsimoniose sono quelle Liguri. Il primato delle regioni alpine non è legato ad un maggiore prezzo rispetto alle altre aree del paese ma – spiega la stessa Cgia – al fatto che in montagna si consuma di più e si usano maggiormente i mezzi privati rispetto a quelli pubblici. Nella classifica delle regioni in cui le famiglie spendono di più per i carburanti, svettano anche il Lazio (172,2 euro), l?Abruzzo (171,6 euro) e l?Umbria (171,0). Più giù il Molise (115,0 euro).

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