Il caro vacanze a giugno alza i prezzi dello 0,2%
ROMAIl «caro ombrelloni» allontana l’ Italia dalla minaccia della deflazione. A giugno i prezzi sono in crescita dello 0,2% sia rispetto a un anno prima sia rispetto a maggio, secondo i dati definitivi dell’ Istat.L’ istituto di statistica ha rivisto al rialzo le stime preliminari e annunciato una «lieve accelerazione» dell’ inflazione che tocca il livello più alto da novembre 2014.A spingere i prezzi è la cura del presidente della Banca centrale europea Mario Draghi che, per riportare il tasso vicino al 2%, continua a immettere liquidità sui mercati al ritmo di 60 miliardi al mese con il Qe, quantitative easing, ma una spinta ai rialzi arriva anche dall’ effetto vacanze.Con l’ estate, infatti, i pacchetti turistici nazionali sono più cari del 6,8% rispetto a maggio e dell’ 1,8% rispetto al 2014 e costano di più anche i servizi di villaggi vacanze, campeggi e ostelli. In generale, sull’ onda della bella stagione, salgono i prezzi i servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona. Continuano ad aumentare, intanto, i prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona. Anche a giugno, come a maggio, sono in crescita dello 0,8% rispetto ai 12 mesi precedenti, tasso molto superiore a quello generale dell’ inflazione.A livello territoriale, solo il Nordest è ancora in deflazione, con prezzi in calo dello 0,1%. Tra le città, Milano è quella che vede i maggiori incrementi (+0,6%), seguita da Genova e Bolzano. I cali maggiori sono a Bologna (-0,7%), Venezia e Catanzaro.Questo andamento dei prezzi segnala un miglioramento dello scenario economico, ma non ancora la fine della recessione, secondo le associazioni dei consumatori. Carlo Rienzi, presidente del Codacons, sottolinea che nonostante l’ uscita dalla deflazione «i segnali che arrivano dai prezzi al dettaglio sono ancora deboli» e «non garantiscono di dire definitivamente addio alla crisi».Sulla stessa linea, i presidenti di Federconsumatori e Adusbef, Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, vedono nel ritorno dell’ inflazione «un segnale senza dubbio positivo, ma ancora insufficiente per parlare di ripresa» e chiedono «uno sforzo concreto affinchè tale segnale sia accompagnato e supportato da un’ adeguata politica di rilancio».
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