11 Maggio 2020

Il caro spesa non si ferma, oltre a frutta e ortaggi salgono pesce e farina ‘Confrontate i prezzi»

Emanuela Schenone Cè un nuovo grido di allarme che arriva dalle associazioni di consumatori ed è tutto proiettato verso il futuro. Parliamo di prezzi di generi alimentari che in queste settimane stanno subendo varie oscillazioni, tra alti e bassi dovuti alle anomalie del periodo che stiamo vivendo e normali variazioni stagionali. E la vera preoccupazione riguarda i prossimi mesi quando le ripercussioni di questa situazione si faranno davvero sentire, soprattutto sul fronte ortofrutticolo. «La frutta è aumentata in media del 50%, con punte oltre il 100% per le arance, e la verdura del 35% – dice Furio Truzzi di Assoutenti – queste le segnalazioni che arrivano ai nostri sportelli e che inquadrano una realtà che non sappiamo se subirà altri scossoni». SCENARI FUTURI Il quadro che si prospetta, stando a un’ analisi realizzata dal Centro Studi Assoutenti, vede, nella peggiore delle ipotesi, cioè se l’ effetto coronavirus dovesse protrarsi fino a dicembre, un aumento medio di 12 euro a famiglia della spesa mensile per la frutta, che passerebbe così da 37,5 a circa 50 euro. Il che vorrebbe dire che ogni nucleo familiare spenderebbe 144 euro in più all’ anno. Per la verdura il rincaro sarebbe di 14 euro al mese con un aumento annuo di 168 euro. Tre le cause principali, anzitutto i costi dei trasporti, cresciuti a causa del fatto che durante il blocco delle fabbriche i camion partivano carichi, ad esempio dalla Sicilia, e torna vano vuoti. «Oltre ai trasporti, hanno inciso anche la scarsità dei prodotti e il fatto che ci fossero molti negozi chiusi» aggiunge Truzzi. Ma c’ è un altro aspetto fondamentale, di bruciante attualità in queste ore: la mancanza di manodopera. «La preoccupazione più concreta adesso è per i prodotti che stanno andando in maturazione – dice Gianni Vassallo, presidente della società che gestisce il mercato ortofrutticolo di Bolzaneto – perché non ci sono i lavoratori stagionali per la raccolta: se non si trova al più presto una soluzione si rischia che la merce rimanga nei campi e allora sì che i prezzi aumenteranno davvero». Secondo le stime di Coldiretti, Cia e Confagricoltura, infatti, nei campi mancheranno circa 250.000 persone per il raccolto. LANDAMENTO DEI PREZZI «Salvo alcuni casi, i prezzi all’ ingrosso sono rimasti invariati – precisa Vassallo – gli aumenti più significativi hanno riguardato, come ogni anno, alcuni prodotti nella settimana prima di Pasqua. Il mio consiglio, quindi, è sempre quello di mettere a confronto la qualità e i prezzi dei prodotti dei vari negozianti di zona». Per ora i rincari interessano soprattutto alcuni beni, come ad esempio arance e fragole, tra i più richiesti dai consumatori. «Confrontando i listini del 2019 e del 2020 si nota che per queste due categorie il prezzo è molto più alto quest’ anno – dice Nino Testini, vide direttore del mercato all’ ingrosso di Bolzaneto va precisato però che le condizioni climatiche del 2019 hanno accorciato la campagna per questi prodotti che di conseguenza ora scarseggiano sul mercato. Mentre per il resto l’ andamento dei prezzi è sostanzialmente uguale». Così, entrando nel dettaglio, per le arance Tarocco, la forchetta va da un massimo di 1,50 euro al chilo del 2019 a un massimo di 2,60 euro del 2020, mentre per le fragole si passa dai 4,50 euro di spesa massima al chilo dell’ anno scorso ai 6 euro di quest’ anno. Altre variazioni significative riguardano anche alcuni beni di stagione come le fave che l’ anno scorso costavano al massimo 2,50 euro al chilo e quest’ anno arrivano a 3 euro, ma anche i finocchi hanno avuto un netto rincaro: l’ anno scorso oscillavano tra 0,70 e 1,10 euro al chilo, quest’ anno tra 1,20 e 1,50 euro. DALLA FARINA AL PESCE Un tema, quello dei rialzi dei prezzi alimentari, che il Coda cons sta seguendo sia a livello locale che nazionale. «L’ Antitrust ha aperto un’ indagine a seguito dell’ esposto che abbiamo presentato – fanno sapere dall’ associazione – e continuiamo a monitorare la situazione». Ma le indicazioni che arrivano all’ associazione riguardano un po’ vari generi: «In queste settimane tra gli alimenti che hanno subito un rincaro, secondo i consumatori, tanti prodotti da supermercato – dice Diana Barrui di Codacons Liguria – come zucchero, caffè, farina». «L’ assenza o il calo delle promozioni sui prodotti da supermercato pesa molto sul carrello della spesa che quindi ha subito un aumento anche su questo fronte – aggiunge Truzzi – inoltre per il mercato ittico si registra un rincaro del 15% della spesa media, circa 6 euro in più al mese, cioè 72 euro all’ anno. E questo è dovuto ai costi dei trasporti e anche a una minore offerta di prodotto». Stazionario l’ andamento del mercato per salumi e formaggi. «In questo settore non ci sono variazioni – dice Mario Enrico, responsabile dei mercati per Ascom Confcommercio – anche i costi dei trasporti in questo campo non hanno inciso perché le aziende hanno i loro autisti quindi non ci sono stati problemi. In generale, è stato un periodo molto difficile, tra i mercati che più ne hanno risentito, l’ Orientale che ha perso il 50-55% di lavoro, fortunatamente ora c’ è un po’ di ripresa».

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