14 Settembre 2007

Il caro spesa colpisce clienti e commercianti

INCHIESTA AL MERCATO
Il caro spesa colpisce clienti e commercianti “I rincari non finiscono nelle tasche degli ambulanti“

NOVARA Tutti d`accordo sul caro vita, ma lo “sciopero della pasta“ ieri non è stato messo in pratica da molti novaresi. Al mercato di Largo Leonardi l`affluenza è stata più o meno quella solita, ed anche se tutti i clienti concordano con le motivazioni addotte da Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori, alla fine non sono molti quelli che rinunciano all`acquisto. Secondo le associazioni dei consumatori il pane è aumentato nell`ultimo anno del 4,2 per cento, la pasta del 3 per cento: quindi, per un giorno, niente spesa o, almeno, niente pasta. “Il problema è che bisogna mangiare tutti i giorni – dice Mariuccia Antoniotti – e ci si rende conto che ogni volta c`è qualche aumento“. Due pensionate, Emy e Margherita, sono stufe: “L`altro giorno una confezione di tè costava un euro, questa mattina l`abbiamo pagata un euro e mezzo. La pensione non aumenta a questo ritmo, anzi, i soldi valgono sempre meno“. Allora niente spesa? “E come si fa? Magari si fa di meno, e si cercano le offerte, le promozioni, per risparmiare – risponde Lara Salvoni – e comunque, anche se sono d`accordo con chi propone lo sciopero della spesa perchè gli aumenti sono incredibili, diventa un problema seguire il suggerimento, perchè il pranzo bisogna prepararlo“. Anche gli esercenti concordano sul fatto che gli alimentari hanno subito forti aumenti, ma i rincari, dicono, non vanno addebitati al commerciante: “Questa mattina l`insalata, ha avuto un rincaro incredibile ed improvviso – dice Nadia Iannone, che vende ortofrutticoli – ed io cosa posso fare? Rincara quando c`è il gelo, quando c`è la siccità, rincara sempre, ma il primo aumento lo subisco io, che poi devo tenere i prezzi bassi per potere vendere“. Gabriele Bertulessi, che ha un banco di alimentari, ricorda che “dall`85 ad oggi i prezzi sono aumentati almeno del 400 per cento, ma chi acquista le materie prime continua a pagarle molto poco; allora significa che all`origine qualcuno ci specula, ma come mai i politici o chi dice di difendere i consumatori, anzichè proclamare lo sciopero della pasta non vanno a colpire certi poteri e se la prende sempre con noi?“. C`è anche chi contesta in toto le accuse: “Non è aumentato niente – sostiene Marisa Colli Vignarelli, che ha un banco di formaggi – tranne il gorgonzola e la ricotta“.

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