Il caro primizie, i consumatori che alzano il trio e parlano chiaramente di speculazioni
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fonte:
- Il Messaggero
Il caro primizie, i consumatori che alzano il trio e parlano chiaramente di speculazioni. L`economia sarà pure globalizzata, ma non tutto il mondo è paese. E così sul mercato ci sono anche soluzioni contro il caro prezzi e le primizie che a peso d`oro. Dalle parole ai fatti. Dopo annunci e promesse, parte a Perugia il primo progetto di vendita diretta dal campo alla tavola. Frutta, verdura e ortaggi di produzione perugina proposti in un esercizio creato per l`occasione e gestito dalla cooperativa ortofrutticola coltivatori diretti, Sant`Andrea di Perugia. Un`opportunità per gli imprenditori agricoli associati che dopo la chiusura del mercato di via Settevalli avevano visto ridotta la loro fetta di business, ma anche per consumatori e massaie che avranno la possibilità di acquistare prodotti agroalimentari (non solo ortofrutta, ma anche vino, olio e formaggi) a prezzi più bassi rispetto a quelli dei dettaglianti. “Non si tratta di un`iniziativa improvvisata – sostiene Francesco Lisi, direttore regionale di Coldiretti – ma di un progetto di filiera cui hanno partecipato 15 aziende umbre e nato dopo riunioni e confronti in tutta la regione. L`apertura di un punto per la vendita diretta a Perugia accompagna un processo di miglioramento che nei mesi scorsi ha interessato il resto delle aziende agricole che praticano tale vendita presso le loro sedi. Nel complesso si tratta di un investimento da 20mila euro che per il nostro settore, considerando i margini, non è poco“. Il progetto di vendita dal produttore al consumatore prenderà il via domenica alle 17 con l`inaugurazione della sede di Balanzano, in via della Gomma 5 ad opera della cooperativa Sant`Andrea che da 30 anni riunisce un gruppo di 18 piccoli coltivatori diretti che hanno unito le loro forze per valorizzare le produzioni locali. “Fino a dicembre 2006 servivamo la grande distribuzione locale – spiega il presidente Giuseppe Goretti – ma dopo la chiusura del mercato ortofrutticolo di via Settevalli una grande fetta del nostro business è venuta a mancare. Così, ci siamo impegnati nella realizzazione di tale iniziativa che punta a fornire stimoli anche alle nuove generazioni di imprenditori agricoli“. Perché scegliere la vendita diretta? “Per una questione di qualità, freschezza e gusto dei prodotti – spiega Goretti – che saranno messi in vendita al massimo il giorno seguente la sua raccolta. E si tratta anche di prodotti gustosi, vista la ricchezza di potassio dei nostri terreni. Siamo attrezzato anche per proporre vino, olio, formaggi o frutta che in Umbria non troviamo ma che acquistiamo unicamente da cooperative agricole regionali e, al massimo del Trentino (vedi mele) garantendo massima qualità al consumatore“. Promesso anche un ritorno sulla spesa, con tali prodotti che saranno messi in vendita con un modesto ricarico rispetto ai prezzi che gli stessi coltivatori praticano alla grande distribuzione. E considerando, nel caso della lattuga, che del prezzo al dettaglio finale solo il 28% rappresenta il costo di origine, è presumibile trovare in questo punto vendita diretta prezzi anche dimezzati rispetto ai cartellini di negozi e supermercati. “I prezzi sono più bassi perché si tratta di prodotti nostri e vengono meno i tanti passaggi che caratterizzano la distribuzione dell`ortofrutta“. Il progetto è stato sostenuto dal comune di Perugia che, dopo la chiusura del mercato di via Settevalli, ha sollecitato imprese e associazioni di categoria a cogliere altre opportunità offerte. “In questo caso c`è l`attuazione di una norma di legge – spiega Ilio Liberati, assessore allo Sviluppo economico del Comune di Perugia – e non ci sono interventi illegittimi rispetto al sistema di vendita al dettaglio: la cooperativa ha colto un`occasione che la legge nazionale prevede“. Il Comune si impegnerà al pari di Coldiretti nella sviluppo tali progetti. “I nomi delle aziende che effettuano vendita diretta – aggiunge Liberati – saranno inseriti in una guida realizzata dal Gal della Media valle del Tevere al pari della struttura della cooperativa Sant`Andrea. La vendita diretta ha ormai una sua storia che non è incompatibile con quella dei dettaglianti: è un fatto che dà qualità al territorio“. Da tempo protagonista con Coldiretti di battaglie su prezzi, qualità e sicurezza alimentare, il Codacons Umbria parla del progetto vendita diretta come di “opportunità importante per i consumatori, per garantire qualità e contenere l`inflazione“. “Ma auspichiamo che sia solo il primo di altri punti vendita che, dopo la “morte del mercato coperto“ e la chiusura del mercato di via Settevalli, dovrebbero animare anche il centro della città che soffre la mancanza di mercati giornalieri. Specie per gli anziani, fare la spesa e trovare prezzo e qualità migliori è diventato uno stress ed un`impresa quasi impossibile“.
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