13 Ottobre 2004

«Il caro petrolio costerà all?Italia 3 miliardi»

«Il caro petrolio costerà all?Italia 3 miliardi»


Il record di Pietro Mennea sui 200 metri ha resistito sedici anni. Quelli del petrolio vengono bruciati in 24 ore. I nuovi record «storici» sono 51,50 dollari al barile per il Brent quotato a Londra e 54,45 dollari per il più raffinato Wti scambiato a New York. In serata c?è stato un sensibile ripiegamento, con il prezzo newyorkese sceso di quasi due dollari, a 52,50.
A questi prezzi, secondo i conti dell?Unione petrolifera, nel 2004 l?Italia dovrà staccare un assegno supplementare di 3 miliardi di euro, arrivando così a 18-19 miliardi a fronte dei 15-16 miliardi del 2003. L?analisi è del presidente dell?Unione petrolifera, Pasquale De Vita, che in un convegno a Roma ha precisato che ad oggi l`aumento della bolletta è stimabile in 2 miliardi di euro, «ma visto che abbiamo di fronte ancora tre mesi, è ragionevole che si possa arrivare con quotazioni a questi livelli a un rialzo della bolletta fino a 3 miliardi di euro».
Questo il costo diretto del caro-greggio. Al quale rischia di sommarsi l?effetto indiretto dei rincari a catena. Finora però, per fortuna, i rincari si sono limitati ai più immediati derivati del petrolio: la benzina, il gasolio per auto e il gasolio da riscaldamento, senza contagiare l?intero paniere dell?inflazione. E anche ieri c?è stato qualche ritocco per i carburanti, con il diesel arrivato al prezzo record di 1,021 euro presso tre compagnie (Api, Fina e Q8), un livello che sale di 0,030 euro in Campania per le tasse locali, toccando quindi gli 1,051 euro. Per la benzina il prezzo più alto è di 1,189 euro (1,219 in Campania) mentre nel cruscotto sopra la testata Economia è indicato il listino per la Campania della compagnia con la rete più diffusa, l?Agip: 1,209.
Se il caro petrolio non sta facendo impennare l?inflazione un po? il merito è dell?euro, che si mantiene forte nei confronti del dollaro. Un forte contributo al contenimento del carovita viene dalla crisi dei consumi, con la domanda quanto mai bassa. Mentre per quanto riguarda le bollette – luce e gas in primo luogo – il meccanismo di calcolo permette di diluire i picchi di agosto, settembre e ottobre con quelli dei mesi precedenti, meno caldi; ma è chiaro che – come ha ricordato ieri l?ex presidente dell?Authority per l?energia Pippo Ranci – è matematico che prima o poi il rialzo ci sarà. Intanto però il ministro delle Attività produttive, Antonio Marzano, parla di «miracolo»: «Caro bollette? Per modo di dire… Il petrolio è aumentato del 35% e le bollette dello 0,8%. È un miracolo contenere le bollette in questo limite, molto al di sotto del tasso di inflazione di fronte ad aumenti così vertiginosi del prezzo del petrolio». Invece, dalle opposizioni e dalle associazioni dei consumatori, si punta il dito contro l`immobilismo del governo, che a loro avviso dovrebbe intervenire sulle accise sui carburanti. In più, dicono Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori, «a peggiorare la situazione c`è il prezzo del gasolio da riscaldamento che in Italia è il doppio rispetto alle media europea, con gravissimo danno per le famiglie italiane». In base ai calcoli dell?Intesa dei consumatori, nel mese tra il 4 settembre e il 4 ottobre il prezzo del gasolio da autotrazione è aumentato del 2,6%, quello da riscaldamento del 5,1%, mentre il prezzo della benzina ha registrato un più modesto incremento dello 0,7%.
Intanto tornano gli ecoincentivi a favore della auto a gpl, per un totale di 4,5 milioni di euro, rivolti, rispetto alla precedente normativa, a un maggior numero di veicoli. I fondi totali a disposizione sono 4,5 milioni di euro e ad ogni acquirente di auto nuova alimentata a gas viene riconosciuta una cifra pari a 1.500 euro, che scendono a 650 euro in caso di conversione di auto usata, pari quasi a metà del costo per la trasformazione.

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