10 Settembre 2010

Il caro libri tormenta le famiglie ma il Comune dà una mano

 Un’ indagine a campione del Codacons sul caro libri parla chiaro: nelle scuole della Sicilia, nel 55 per cento dei casi, non è rispettato il tetto di spesa previsto dal ministero. Si prevede, infatti, che il costo supererà i 400 euro a studente e lo sforamento, che non include la spesa degli eventuali dizionari, è dovuto proprio alla riforma Gelmini che introduce nuove materie scolastiche fin dal primo anno, come ad esempio l’ insegnamento della fisica nei licei scientifici. La stangata è inevitabile e arriva puntuale anche quest’ anno, con un aumento dei prezzi anche nelle altre regioni. Il copione è sempre lo stesso: le associazioni dei consumatori denunciano il caro-libri e il ministero annuncia controlli e ispezioni cercando di rassicurare i consumatori. «Ma se da un anno all’ altro i libri non cambiano – denunciano i genitori – il blocco delle adozioni dei testi non comprende il congelamento dei prezzi che continuano ad aumentare». «Dunque – riferisce il responsabile dell’ Adiconsum Messina, Giuseppe Abate – quello che l’ associazione aveva denunciato mesi fa, e cioè l’ aumento incontrollato della spesa che le famiglie dovranno affrontare, è ormai una realtà. Per abbattere i costi – precisa – valgono i consigli di sempre: rivolgersi al mercato dell’ usato, verificando oltre alle condizioni dei libri, le edizioni e le eventuali integrazioni informatiche; controllare che nell’ elenco dei libri consigliati non siano inclusi testi obbligatori o che non compaiano libri già acquistati negli anni precedenti. Sul sito www.adiconsum.it – sottolinea – è attivo uno sportello scuola dove è possibile scaricare guide sui libri di testo, sulle tasse e sui contributi scolastici; segnalare comportamenti scorretti o chiedere informazioni inviando una e-mail a scuola@adiconsum.it». Certo in tempo di crisi mettere le mani al portafogli é diventato ancora più dolente, ma se c’ è in gioco l’ istruzione dei figli si cerca di fronteggiare la spesa. Un aiuto concreto potrebbe arrivare dai testi che si possono scaricare on line e che permetterebbero alle famiglie di risparmiare il 25 per cento della spesa complessiva. Ma per il momento non ci sono ancora dati precisi sul costo di questi libri, proprio perché la direttiva del Ministero sui testi scaricabili da internet è ancora in via di sviluppo e le scuole potranno adottarne l’ uso solo dall’ anno scolastico 2011/2012. Un valido sostegno è quello offerto dal Comune di Messina che dal 2008 mette a disposizione degli studenti la piattaforma di servizi on line www.messinainpiazza.it. Si tratta di un progetto che l’ assessore alle politiche di e-government, Carmelo Santalco ha avviato per favorire l’ aggregazione e la socializzazione giovanile, proponendo una vetrina "virtuale" di compravendita di libri usati disponibile su internet. Gli utenti, infatti, potranno effettuare inserimenti da Piazza Unione Europea – attraverso un’ infrastruttura wi-fi installata appositamente per servire gli studenti che sono soliti sostare davanti al palazzo Zanca proprio nel periodo di apertura delle scuole, o direttamente dal computer di casa collegandosi all’ indirizzo del sito.
 

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