13 Agosto 2011

Il caro carburanti fa volare l´inflazione

Il caro carburanti fa volare l´inflazione
 

ROMA – Calma apparente a luglio sul fronte inflazione, stabile al 2,7%. Come a giugno e come a luglio dello scorso anno. Apparente perché, stando ai dati appena rilasciati dall´Istat, c´è ancora lo zampino del caro carburanti ad agitare le acque. Considerando l´inflazione al netto dei beni energetici quel 2,7% scenderebbe al 2,1%: i prezzi dei carburanti sono cresciuti in un anno del 13,6%, quelli di luce e gas del 6,4%. Un´impennata, quella dei beni energetici, non giustificata dall´andamento delle quotazioni della materia prima, visto che il prezzo del barile è sceso rispetto allo scorso anno del 20%. La spinta inflazionistica degli energetici va a impattare direttamente sulla vita delle famiglie, che, in questo periodo di crisi, hanno ridotto i consumi di beni, anche modificando il carrello della spesa, ma che non possono fare a meno del pieno alla macchina né tantomeno di usare luce e gas. E poi ci sono le aziende: in difficoltà in un Paese dove la maggior parte delle merci vengono movimentate su gomma, dove la benzina è tra le più care d´Europa e l´energia elettrica costa mediamente il 20% in più rispetto alle altre nazioni. In un anno, le famiglie hanno dovuto mettere mano al portafogli per far fronte a una maggiore spesa per la propria abitazione, l´acqua, l´elettricità e i combustibili, che è cresciuta del 5%, l´1,4% solo nell´ultimo mese. E decolla anche la spesa per i trasporti, che costano il 6,4% in più rispetto allo stesso periodo del 2010, sempre per effetto del caro benzina. E dal caro gasolio alla pompa, che addirittura ha fatto registrare un più 17,4% in più rispetto a un anno fa. Uno dei settori tra i più colpiti dall´inflazione nei beni energetici è quello agricolo. «I generi alimentari freschi, il cui prezzo è sceso a luglio, rispetto a giugno, del 2,5% ha fatto da parziale ammortizzatore a un´inflazione stabile al 2,7%», fanno sapere da Confagricoltura. «I prezzi pagati ai produttori sono in caduta libera da sette mesi. A luglio i prezzi all´origine della frutta fresca sono diminuiti di quasi il 32% rispetto a giugno e quello degli ortaggi del 9%», ma il prezzo della frutta in vendita nei supermercati è aumentato del 2,2%. «Si tratta del risultato delle distorsioni e delle speculazioni che si verificano nel passaggio della frutta dal campo alla tavola», denunciano da Coldiretti. Le inefficienze della filiera, comprese le spese per il trasporto su gomma, portano a una triplicazione del prezzo finale. «Tante aziende spesso non ce la fanno a sostenere i costi intermedi della filiera e addirittura non raccolgono frutta e verdura». E la stangata del caro benzina si farà sentire soprattutto in questi giorni: Codacons ha calcolato che solo per raggiungere l´agognata meta di vacanza l´italiano medio spenderà il 16% in più rispetto a un anno fa, qualsiasi mezzo si scelga, dall´auto (+15%) all´aereo (+13,4%), dalla nave (33,1%), al treno (8,7%). Se poi si considera che anche il rincaro di stabilimenti balneari, pensioni, campeggi e pacchetti turistici, una famiglia di quattro persone per andare in vacanza spenderà 360 euro in più del 2010.

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