10 Marzo 2020

Il capoluogo si riscopre solidale

comune e codacons stanno lavorando a un accordo con gli esercenti
Antonella Scalzi Prevenire è meglio che curare. Ai tempi del Coronavirus è questa la consapevolezza che anche a Catanzaro sta facendo dilagare le iniziative di volontariato finalizzate a permettere ad anziani e malati di restare casa e garantendo loro un sistema di “Spesa a domicilio”. Spesso le fasce più deboli della popolazione sono, d’ altronde, quelle che hanno meno dimestichezza con la tecnologia e nel capoluogo di regione sembrano esserne consapevoli tante associazioni che, proprio in queste ore, si stanno mobilitando per dare un senso concreto alla solidarietà. Tra loro, soltanto per citarne alcune, la Far che per rendere l’ azione più capillare si è già detta disponibile ad arruolare nuovi volontari, e “A funtanedda” di Santa Maria che, in prima linea, sta schierando Francesco Procopio e Antonio Orlando. L’ obiettivo condiviso è quello di mettersi a disposizione di chi ha bisogno per le commissioni giornaliere da fare alla Posta o per l’ acquisto di viveri e medicine. Del rischio speculazione però non si può non tener conto. Le peggiori crisi umanitarie hanno da sempre lanciato emergere grandi slanci di generosità misti a insensati gesti di sciacallaggio e, nonostante sui Tre colli a tutto ciò non si vuole neppure pensare, anche da questo punto di vista prevenire è meglio che curare. Il rischio più evidente è quello di favorire un esercizio commerciale rispetto ad altri ed è per questo che il Codacons sta provando a perseguire gli stessi obiettivi in maniera più organizzata ovvero coinvolgendo il Comune. Associazioni a parte, in effetti, sono tanti i cittadini che singolarmente si stanno mettendo a disposizione. C’ è chi lo fa per amici e parenti, chi vorrebbe essere utile a più persone possibili ed è da qui che nasce l’ iniziativa già illustrata dal vicepresidente nazionale del Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori all’ assessore comunale alle Politiche sociali. Nulla può essere lasciato al caso e curare i dettagli è quanto mai importante, ma Francesco Di Lieto e Lea Concolino sembrano aver trovato un’ intesa di fondo per proteggere dal rischio di contagio, dovuto proprio alla frequentazione di luoghi che potrebbero rivelarsi affollati, tutti gli over settantacinquenni, i disabili o i diversamente abili che non possano contare sul sostegno familiare. L’ idea c’ è, la volontà pure. Non resta, dunque, che individuare gli esercizi commerciali nei quali effettuare gli acquisti ed evitare intoppi nella gestione dei flussi di denaro dal cliente al negozio. Da qui l’ escamotage al quale si sta già lavorando, di rispolverare quella che gli anziani catanzaresi di oggi conoscono come “a libretta”. Non è altro che il ritorno al vecchio “libretto della spesa” da riportare alla ribalta chiedendo agli esercenti di accettare un pagamento a 30 giorni. Compri oggi e paghi tra un mese, in sostanza, ma previa identificazione. In questo modo, i volontari potrebbero occuparsi soltanto di ritirare e consegnare la spesa senza alcuna gestione di denaro. L’ ottimismo c’ è, ma le difficoltà non mancano e sembrano ruotare in buona parte attorno alla gestione del Centro operativo comunale, il più noto Coc chiamato ad attivarsi per garantire l’ erogazione di servizi ai cittadini invitati a restare a casa, ma costretto a fare i conti con il fatto che garantire i servizi comporta sempre un costo. Intanto si muovono i privati. L’ imprenditore Giorgio Gigliotti è pronto a consegnare frutta a domicilio con la sua ifruit.it, mentre il libraio Nunzio Belcaro porterà libri nelle case dei catanzaresi. Infine i Lions di Catanzaro attivano una raccolta fondi per il “Pugliese”.

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