6 Maggio 2016

Il capo dei vigili posteggia in divieto Pioggia di accuse, lui: chiedo scusa

Il capo dei vigili posteggia in divieto Pioggia di accuse, lui: chiedo scusa

 Il comandante ci ricasca. Il capo dei vigili urbani, Vincenzo Messina, «pizzicato» per la seconda volta in un anno a lasciare l’ auto in sosta vietata. Il Codacons chiede la sua testa e il sindacato interno più rappresentativo lo attacca senza pietà. Lui ammette e si scusa con la città. L’ ufficiale è stato fotografato mentre parcheggiava la sua auto in divieto, in piazza Virgilio. Una foto che è passata di cellulare in cellulare, sui social è diventata virale. In poco tempo è stata su tutti gli smartphone degli agenti di polizia municipale. Nel 2015, invece, aveva lasciato la macchina di fronte al Politeama. Lo «scatto» dilagò su Twitter col prevedibile seguito di ironie e accuse. Allora si giustificò dicendo che stava per contrastare una violazione al codice della strada, purtroppo facendo ricorso a un’ altra violazione. L’ infrazione di ieri ha scatenato uno dei sindacati dei vigili. Da cui si intravede una «faida» che da tempo squassa il palazzone di via Dogali, sede del comando (da ultimo il caso del barbiere abusivo che ha messo alla berlina il comando e in difficoltà l’ amministrazione che attende ancora una relazione dettagliata sull’ accaduto). «In questi mesi di contrasto al parcheggio selvaggio e ai comporta menti indisciplinati degli automobilisti palermitani le foto del comandante che parcheggia in divieto di sosta rischiano di mettere in cattiva luce l’ azione di contrasto della polizia municipale – dice Nicola Scaglione, segretario provinciale del Csa, vigile anch’ esso -. I colleghi continueranno a fare il proprio lavoro e a dare il buon esempio nonostante il clima di caccia alle streghe che si vive dentro il corpo di polizia municipale, al quale il comandante Vincenzo Messina ha contribuito». Secondo l’ associazione dei consumatori «le dimissioni dovrebbero costituire spontaneo gesto di rispetto verso quei palermitani che scru polosamente si preoccupano di osservare il codice della strada e di quelli che, in caso di contravvenzioni, non esitano a pagarle». Messina, da parte sua, dirama un comunicato col quale «non intendo trovare giustificazioni». Parla di una «disattenzione». E «non posso che manifestare il mio sincero rammarico per quanto accaduto e le mie scuse alla città e soprattutto ai tanti agenti della polizia municipale impegnati quotidianamente per la repressione di comportamenti non corretti. Mi auguro che da parte dei cittadini e degli operatori dell’ informazione, un comportamento certamente censurabile del comandante non venga inteso come motivo per attaccare un intero corpo di polizia impegnato quotidianamente su tantissimi fronti accanto ai cittadini, con risultati tangibili e visibili che nessuno può oscurare».
 

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