26 Novembre 2007

Il capo dei vigili in sosta selvaggia con il pass-disabili

Il capo dei vigili in sosta selvaggia con il pass-disabili
Roma, “beccato“ davanti alla rimozione forzata Veltroni lo allontana. Lui: leggerezza, faccio ricorso

MACCHINA in via della Croce, il cuore del tridente. Posteggio davanti a un negozio, in zona rimozione. Permesso invalidi falso. anzi peggio, “rubato“ a un`anziana che aveva presentato – al Comune e dunque ai vigili urbani – denuncia di smarrimento. Catanzaro ora vuole fare ricorso: “E che dovevo farmi la multa da solo?“. Sono una decina le foto incriminate, firmate dal reporter Francesco Toiati e pubblicate ieri da un quotidiano. E non ci sono dubbi sull`identità di Catanzaro che solo un anno fa – e non senza contestazioni – ha preso le redini della polizia urbana della capitale. C`è la macchina del comandante, un`Alfa Brera rosso fiammante che costa poco più di trentamila euro, e c`è soprattutto inquadrato lui, 62 anni, una vita nel corpo, per vent`anni a capo del primo gruppo, cioè proprio il centro storico. Catanzaro parcheggia intorno alle 20, davanti alla vetrina di un negozio dove c`è un cartello di rimozione forzata. Non è solo, è con amici, un uomo e una donna e si avvia verso un ristorante. Prima però, per essere certo di non trovare sorprese, cioè che nessun carro attrezzi nel frattempo intervenga per portare l`auto al deposito giudiziario, piazza sul cruscotto il falso permesso invalidi. “Nessuno, anche volendo – scrive il quotidiano – può rimuovere l`auto. Nessuno sposterebbe l`auto di un disabile“. E il comandante lo sa bene. Ma quel permesso, per sventura di Catanzaro, viene fotografato – è il 69221R – e controllato. Lo ha smarrito un`invalida vera che ha presentato regolare denuncia e che per questo ha ottenuto dal Comune non un duplicato, ma un permesso nuovo di zecca. Come mai allora, quello vecchio e smarrito, era nelle mani del comandante Catanzaro? Nessuno può dirlo al momento e molto probabilmente del caso si occuperà la magistratura, ma ieri, a botta calda lui ha provato a difendersi. “Si è trattato di un atto di superficialità – ha detto – non mi sono reso conto che il permesso per disabili esposto era quello scaduto che per errore la mia compagna aveva utilizzato lo stesso giorno per accompagnare l`anziana madre, titolare regolare di tale permesso, a fare delle visite. Su questo è stata costruita una caccia alle streghe“. E poi dice: “Ho agito in buona fede. Certo, sono il comandante dei vigili e non devo commettere delle irregolarità, ma sto pagando un prezzo esageratamente caro rispetto a quello che ho fatto..“. E poi, prosegue: “C`è qualche comandante che nella sua vita non ha mai preso una multa? Certo è deprecabile, ma non penso sia una violazione così pesante da prevedere l`ergastolo, la pena di morte, l`ostracismo“. Al momento però nessuno lo difende. I capigruppo della maggioranza al Comune sostengono la decisione di Veltroni. Un plauso è arrivato anche dal sindacato Ugl Polizia. Fuoco e fiamme dal Codacons che chiede la verifica straordinaria di tutti i permessi per disabili rilasciati a Roma. Il vice comandante dei vigili Angelo Giuliani dice: “Dobbiamo restare uniti“. An invece pungola. “Avevamo dubbi sulla sua nomina – dice Alemanno – ed evidentemente avevamo ragione“.

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