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26 Ottobre 2012

Il caos vaccini fa salire la febbre al governo

Il caos vaccini fa salire la febbre al governo

Crolla la fiducia della gente nei confronti della prevenzione Il ministro prima rassicura, poi ammette: mancano 5 milioni di dosi. La risposta all’ allarme? Un numero verde… Enza Cusmai La parola chiave è «allarmismo ». Giustificata quando siamo davanti ad una pandemia ma non di fronte a un lotto di vaccino venuto male. Che, se dobbiamo stare alle parole della Novartis, produttrice del lotto incriminato, è blindato nei suoi laboratori dal luglio scorso e mai, assicurano, mai, messo in commercio. E quel mezzo milione di vaccini distribuiti in 7 regioni (tra cui Lombardia,Veneto,Toscana) e ritirati dal ministero della Salute in tutta fretta? Sono perfetti e non hanno alcun problema dicono sempre alla Novartis. Parole non confermate né smentite dal ministero, che a scopo cautelativo ha requisito tutto e già bloccato l’ arrivo di nuovi vaccini. Basta questo rimpallo di dichiarazioni a mandare inpalla i giornalisti e in bestia i cittadini. A chi dobbiamo credere? Cos’ è successo veramente?E la vaccinazione ce la dobbiamo fare quest’ anno? Se lo chiedono milioni di persone che ormai ci pensano tre volte a farsi sparare sotto cute una fiala antinfluenzale. Il segretario nazionale della Fimmg ( Federazione italiana medici di medicina generale) Giacomo Milillo, parla già di un calo di fiducia dei cittadini nei confronti della vaccinazione stimabile attorno a un 20-30%. E potrebbe andare anche peggio. «Questo crollo di consensi- ha aggiunto- ci farebbe tornare indietro rispetto ai traguardi già raggiunti nella prevenzione delle complicanze legate all’ influenza ». Il medico è preoccupato. Meno il ministro della Sanità che dopo il caos creato dal sequestro cautelativo dei vaccini, dichiara candidamente: «Lacampagnavaccinale va avanti normalmente »salvo poi ammettere che nell’ approvvigionamento di vaccini antinfluenzali «c’ è un buco di 5,3 milioni di dosi, a cui stiamo facendo fronte attraverso contratti con altre aziende ». Ma, c’ è da chiedersi, come può partire una campagna «normale » quando è in arrivo il freddo gelido nordico e mancano le dosi necessarie per garantire la vaccinazione di massa? Balduzzi dovrà cercare risposte convincenti e sollecite così come dovrà parare critiche sollevate dal professor Fernando Aiuti secondo cui «le notizie sulla situazione dei vaccini antinfluenzali ritirati dal commercio suscitano perplessità e pongono interrogativi non risolti».Il presidente della commissione Politiche Sanitarie di Roma Capitale, incalza il ministro. «Non sono chiari i motivi del ritiro che stanno creando tanta apprensione in piena campagna vaccinale visto che l’ azienda dichiara che le anomalie sono state rilevate solo su un lotto di vaccino e che tutti gli studi in corso dimostrano un profilodi sicurezza e immunogenicità simile a quello degli anni precedenti ». Dunque, Aiuti chiede a Balduzzi più trasparenza e «chiarimenti o consigli utili alla popolazione per evitare una diminuzione delle vaccinazioni antinfluenzali». Anche Antonio Palagiano, Presidente della Commissione d’ inchiesta sugli errori e i disavanzi sanitari pretende «chiarezza sui motivi del ritiro delle dosi che potrebbe influire sull’ efficacia complessiva della campagna vaccinale e potrebbe portare a un aggravio di spesa a carico del Servizio sanitario nazionale». Inoltre, vuole sapere quali sono «gli effetti sulla salute dei cittadini che si fossero già sottoposti alla vaccinazione ». Tutti, dunque, aspettano che il ministro dica cose concrete. Chi si accontenta di un «surrogato» può comunque chiamare al numero verde 1500 del ministero e fare domande sui vaccini. Per ora, però, non è successo nulla: né l’ Aifa né l’ Istituto superiore della sanità ha avuto segnalazioni di vaccinazioni anomale o reazioni avverse. Né per i grandi né per i piccini. E gli stessi pediatri si espongono per tranquillizzare le famiglie sostenendo che «i vaccini sono sicuri, efficaci ed estremamente controllati». Di diverso avviso è il Codacons che ha presentato un esposto alle Procure di Torino, Varese e Milano contro Novartis e Crucell.E l’ ultima tegola per Novartis arriva dall’ estero:Germania, Austria e pure la Svizzera, patria del colosso farmaceutico svizzero, hanno ritirato dal mercato i vaccini.

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