21 Novembre 2020

«Il caos nelle scuole non causato dal Tar ma da scelte regionali incomprensibili”

Il Codacons di Lecce punta il dito sulla distorsione dell’informazione da parte della politica su scuola e Covid. Nel mirino finiscono «i messaggi, cinguettii e post da parte di una politica interessata solo a ottenere consenso», all’indomani della decisione del Tar di Bari sulla ordinanza emanata dalla Regione. Ad intervenire sulla questione sono il responsabile della sede di Lecce, Cristian Marchello, il responsabile ufficio legale provinciale Piero Mongelli. «Ci corre l’obbligo – fanno sapere dal Codacons – di fare chiarezza su che cosa è avvenuto e lo facciamo sulla base degli atti. Il caos nella scuola non è stato causato dal Tar, ma da una serie di decisioni della Regione incomprensibili alla luce dei dati epidemiologici presenti e a dir poco forzate sul piano squisitamente giuridico. E dall’aver avviato una allucinante campagna informativa con cui si voleva chiaramente indurre le famiglie pugliesi e non mandare a scuola dell’obbligo i propri figli. Inoltre, l’ordinanza della Regione Puglia 407/ impugnata dal Codacons è stata annullata dal Tar di Bari con una decisione lineare, chiara e ben motivata, ordinanza che invece la Regione ha difeso a spada tratta chiedendo l’anticipazione dell’udienza con l’evidente obiettivo di farla ripristinare». ogni caso, l’associazione fa sapere che non impugnerà l’ordinanza regionale. «Il Codacons di Lecce, quale associazione di difesa dei cittadini e consumatori salentini e pugliesi, ha ottenuto pienamente – aggiungono Marchello e Mongelli – l’obiettivo prefissato ovvero quello di riaprire le scuole dell’obbligo nella Regione Puglia nell’esclusivo interesse degli studenti e del loro diritto all’istruzione Allo stato non si ha interesse da parte di una associazione di difesa dei cittadini impugnare e/ contestare l’ordinanza della Regione Puglia 413/ sia perché lascia le scuole aperte, sia perché amplia le facoltà rimesse alle decisioni dei cittadini genitori che, si spera, agiranno nell’esclusivo interesse dei propri figli. Tale ordinanza, tutto voler concedere, dovrebbe essere impugnata da quelle Amministrazioni dello Stato cui ha sottratto competenze e funzioni ma tale ultima scelta non rientra nelle prerogative di una associazione come il Codacons di Lecce che continua ad operare con spirito volontaristico nell’interesse di cittadini del Salento e della Puglia».

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