31 Gennaio 2013

Il caos nei giorni della neve Le indagini riprendono quota

Il caos nei giorni della neve Le indagini riprendono quota

 

La denuncia risale ai giorni del collasso della viabilità romana, affondata sotto un inconsueto (ma previsto) strato di neve. Dopo aver vagato a lungo nei corridoi della Procura, ha ripreso quota l’ inchiesta sui disservizi metropolitani nei giorni della neve: settimane di paralisi, disservizi e improvvisazione che gravarono sulle spalle dei cittadini, perfino attraverso piccole vessazioni (rincari alimentari fino al 200% segnalati dalle associazioni dei consumatori). Nei giorni scorsi il pm Michele Nardi, titolare dell’ inchiesta, ha delegato alla Digos l’ acquisizione di documenti che possano ricostruire l’ attività di quei giorni. Una quantità di documenti da leggere e interpretare. Ordini di servizio delle municipalizzate, comunicazioni alle sale operative, fax, mail e quant’ altro abbia per oggetto l’ emergenza neve di quel periodo. L’ ipotesi di reato per la quale si sta procedendo, al momento, è quella di interruzione di pubblico servizio. Secondo le associazioni dei consumatori, fra cui Adoc, Codici e Codacons, che il 10 febbraio 2012 depositarono il loro esposto in Procura, solo il primo giorno furono «almeno 200 mila» le vittime dell’ emergenza romana. Tra passeggeri paralizzati sul raccordo anulare e altre strade «senza sale nè spazzaneve, nè vigili, con i cartelloni luminosi non aggiornati e senza aver dato disposizioni per lo sgombero dei marciapiedi». E non solo. Le associazioni di consumatori censirono allora piccole truffe e macroscopiche inefficienze commesse nell’ atmosfera lunare di quei giorni. E in seguito le segnalarono all’ autorità giudiziaria. Oggi quel materiale è sulla scrivania del pm che, nei prossimi giorni, ascolterà i vertici dell’ amministrazione comunale, delle municipalizzate e della Protezione Civile. Una prima inchiesta sull’ emergenza dello scorso febbraio è stata appena conclusa dal pm Pietro Pollidori che ha indagato due dirigenti della Protezione civile per violazione della normativa sulla sicurezza. La fornitura di sale da spargere sulle strade era sbagliata e alle stazioni della metropolitana fu inviato il velenoso cloruro di calcio. Dunque una prima parte della lacunosa gestione dell’ emergenza neve è stata già ricostruita. A questo punto si tratta di verificare anche un altro passaggio. Se cioè l’ emergenza meteorologica, in tutta la sua gravità, fosse stata comunicata agli uffici capitolini dai vertici della Protezione Civile. All’ indomani della nevicata, con la città ridotta a un presepe, esplose la polemica fra il sindaco Gianni Alemanno e il responsabile della Protezione Civile Franco Gabrielli proprio sul tema della corretta informazione. In realtà, si scoprì poi, la comunicazione fu inviata per tempo, non solo dalla Protezione Civile ma dallo stesso Campidoglio che spedì all’ assessorato ai lavori pubblici un fax che dava il via alla procedura di emergenza. Eppure, malgrado le informazioni, la città andò in tilt. Ilaria Sacchettoni [email protected] RIPRODUZIONE RISERVATA.

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