16 Dicembre 2020

Il calendario guardone del Codacons

Donne nude. Dodici. Tante quanti i mesi dell’anno Corpi perfetti. Pose che sanno di erotico. Sguardi ammiccanti. E vota la più bella. i venti fortunati che saranno sorteggiati riceveranno il calendario con tanto di autografo della fotografa che ha realizzato gli scatti, Tiziana Luxardo. Un omaggio all’Italia nella morsa della pandemia con dentro la voglia di riscatto, che non passa attraverso i volti o le storie rese immagini di chi il Covid lo ha attraversato e sconfitto, di chi ne porta segni e cicatrici, di chi ha negli occhi i resti della fame e della miseria… No. Per il Codacons passa attraverso i corpi, nudi, delle dodici modelle riprese in bianco e nero, vestite di sola mascherina dei colori della bandiera, corredate da un piccolo francobollo che ricorda luoghi un tempo più vivi. “Italienza” è il nome che l’associazione dei consumatori ha dato al calendario 2021. Un misto di Italia e di resilienza, parola ultimamente assai di moda, che indica la capacità di farcela, di superare un periodo di difficoltà. Cosa c’entra con scatti di nudo una associazione che da anni si batte a difesa dei consumatori, che fa le pulci a tutti, è la domanda che si sono posti in molti dopo la divulgazione del calendario (visibile online). Indignazione culminata con l’invito a votare la foto più bella. Una combinazione – nudo e voto – che ha fatto indietreggiare molti nel tempo. L’OMAGGIO Voleva essere un omaggio alle donne? Quelle che hanno dovuto rinunciare al lavoro (4 su 10) per la famiglia durante la pandemia, che da casa hanno lavorato e fatto le maestre (inclusi anche tanti uomini)? Ma è con un nudo che chi difende i consumatori le omaggia? Se lo chiedono non soltanto le femministe dichiarate, arrabbiatissime, ma le donne comuni, senza etichette. Non a caso sono state tempestate di commenti negativi ed inviti a ritirare il calendario le pagine Facebook e Twitter dell’associazione specializzata negli esposti contro tutto e tutti. Pure all’indirizzo di Chiara Ferragni “colpevole” di aver vestito i panni di una Madonna moderna per Vanity Fair e del marito Fedez per la piattaforma raccolta fondi anti- A poco serve a smorzare i toni il parere del critico Vittorio Sgarbi, il quale giudica i 12 scatti «una grande lezione di accademia del nudo». L’invito di tutti al presidente Carlo Rienzi è di ritirare il calendario giudicato «sessista». Riassumono il concetto, per tutte, le donne del coordinamento pensionate Spi Cgil del Veneto. Dicono, sui social, che «sono anni che denunciamo la rappresentazione sessista che viene fatta del corpo delle donne. niente. Si continua. Imperterriti» che «da un’associazione dei consumatori non ci aspettavamo proprio un attacco così diretto alle donne. Sì, perché, anche se sembra non esserci consapevolezza, l’attacco è diretto». PARAOCCHI Pure Carlo Calenda, candidato sindaco di Roma, si è detto scandalizzato, si teme più per calcolo politico che per altro. Tant’è che Rienzi si è do- come mai «Calenda non si sia accorto che l’anno scorso abbiamo fatto una mostra dove venivano rappresentati atti sessuali etero e omosessuali, addirittura anche con animali, e questa mostra è servita moltissimo per far capire agli studenti cosa non si deve fare, sensibilizzare sulla violenza contro le donne». sul voto, il presidente Codacons, chiarisce: «È per la foto più bella, non per la modella», ricordando che sei mesi fa attraverso un sondaggio è stato chiesto ai 500mila simpatizzanti dell’associazione l’opportunità o meno di creare un calendario con nudi artistici «ed è stato un plebiscito di sì». La Luxardo, autrice degli scatti, si chiama fuori dalla polemica: «Difendo i nudi artistici del mio calendario ma l’idea del concorso la boccio, non mi appartiene, è stata una scelta del Codacons, sono sempre stata femminista». dire che è proprio sull’esposizione dei corpi che è scoppiata la polemica. In ogni caso, se l’obiettivo del Codacons era far parlare di se, ci è riuscito alla grande. Seppur diventando vittima del suo stesso moralismo.

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