14 Luglio 2006

Il caldo scioglie le strade Asfalto sotto accusa

Milano Esposto Codacons alla Corte dei conti: “Il Comune non controlla le ditte appaltatrici“
Il caldo scioglie le strade Asfalto sotto accusa

I Tacchi alti affondano, le motociclette cascano tradite dal cavalletto. Con il sole di luglio l`asfalto dei marciapiedi si scalda fino a 70 gradi, diventa pongo, cede, si fora. E arrivano le segnalazioni dei cittadini alle associazioni dei consumatori – 40 negli ultimi tre giorni – per chiedere al Comune un intervento. Le zone sono sempre quelle: Famagosta, corso Buenos Aires, corso Magenta. E ancora: Bande Nere, Tibaldi e viale Zara. Il Codacons ha presentato ieri un esposto alla procura regionale della Corte dei Conti chiedendo un`indagine sull`operato di Palazzo Marino, accusato di spendere male i soldi destinati alla manutenzione dei marciapiedi. Il Movimento consumatori aspetta: “Il problema “asfalto molle“ esiste – dice il direttore Cristiano Maccabruni – e quest`anno le proteste dei cittadini sono aumentate rispetto allo scorso anno. Se ci saranno incidenti gravi ci rivolgeremo al difensore civico“. Ma cosa può fare in concreto il Comune? “Il problema dell`asfalto cedevole – risponde Massimiliano Papetti, direttore del settore manutenzione a Palazzo Marino – non è di facile soluzione. Il bitume, per sua natura, con il caldo si scioglie. In compenso presenta ottime doti elastiche e in inverno non si crepa. Certo, si potrebbero piastrellare tutti i marciapiedi della città, ma non è una cosa che si decide dall`oggi al domani. Sono trent`anni che si usa l`asfalto“. Il Codacons accusa il comune di non effettuare controlli sull`asfalto posato dalle aziende private vincitrici delle gare d`appalto. Risponde Papetti: “Noi effettuiamo carotaggi e mandiamo i campioni al Politecnico per assicurarci che i materiali rispettino i parametri di qualità previsti dai capitolati d`appalto“. Resta una domanda: l`asfalto è davvero più morbido rispetto al passato? Papetti una risposta non ce l`ha. Secondo l`ingegner Gabriele Camomilla, per 35 anni direttore tecnico di Società Autostrade e massimo esperto di asfalto in Italia, “con il caro-petrolio il prezzo del bitume in pochi anni è quintuplicato e il mercato ne è stato stravolto. Oggi noi non importiamo più bitume dal Venezuela: in compenso arriva dai noi quello russo che è più plastico, più molle. Questa può essere una spiegazione“. Se poi, a causa dell`asfalto molle, il cittadino avesse un incidente, potrebbe chiedere il risarcimento. Come, lo spiega Piero Pacchioli, responsabile legale del Movimento consumatori: “Basta chiedere via raccomandata i danni al Comune e, se questo si rifiuta di rimborsare i danni, fare causa“.

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