30 Giugno 2004

Il caldo infiamma i prezzi I cocomeri a peso d?oro

Il Codacons: aumenti ingiustificati. Anche tre euro per una fetta


Il caldo infiamma i prezzi I cocomeri a peso d?oro


I chioschi: «Nessun ritocco». Dal fruttivendolo solo 25 cent





Una bella fetta d?anguria o una granita, ristoro al grande caldo scoppiato in questi giorni, possono costare parecchio alle nostre tasche, fino al 200% in più rispetto al 2001, secondo il Codacons. Colpa del passaggio dalle lire all?euro, denuncia l?associazione dei consumatori, che si è messa a fare i confronti tra i prezzi di cocomeri, gelati e granite. Ma a Verona è proprio vero che le angurie sono così care? E quanto ci costerà quest?anno, in termini di gelati, granite e fette d?anguria sotto i lampioncini colorati, il grande caldo? Abbiamo provato a verificarlo da fruttivendoli, gelatai, chioschi di angurie.
«Occorre fare dei distinguo. Ci sono angurie buone e meno buone, più care o meno care. Bisogna saperle comprare» spiega Vittorio Bonfante, titolare del grande negozio di frutta e verdura di via Interrato dell?Acqua morta, aperto fin dal 1976. «Tutti vogliono quelle perfettamente rotondeggianti, senza bozzi: che le paghino pure di più. Noi preferiamo quelle buone. Il mercato è fatto di momenti giusti per comprare questo o quel prodotto». Così Vittorio riesce a vendere le angurie intere a 25 centesimi al chilo e quelle tagliate a metà a 50 centesimi/kg. Un ottimo prezzo, visto che i listini ufficiali all?ingrosso, due giorni fa le mettevano dai 20 centesimi (dalla Grecia) ai 30-35 delle nostrane (da Mantova), e solo una settimana fa nei negozi si trovavano a 70-80 centesimi di euro. «E caleranno ancora» continua Bonfante, «luglio è la piena stagione».
C?è chi delle angurie ha fatto un prodotto di richiamo, come i supermercati Pam. Fino a pochi giorni fa erano in offerta a 30 centesimi, oggi sono a 49 cent/kg. «Tra una settimana o due il prezzo crollerà» dice Damiano Carraro, responsabile del settore ortofrutta del punto vendita di via IV novembre, che però concorda con l?aumento generale del prezzo: «Quando si pagava in lire si andava dalle 7-800 lire di inizio stagione alle 3-400 in luglio. Invece ora è difficile scendere sotto 0,30 euro». Chi crede che l?ambulante sia più conveniente, si ricreda. Sempre in via IV novembre, un camioncino vendeva i cocomeri tagliati a metà a 1,80 euro al chilo. Ma sono quelle di Mantova, dice orgoglioso il fruttivendolo.
Passiamo ai chioschi, la mèta serale per eccellenza durante il solleone estivo. Una fetta di anguria servita al tavolo costa oggi dai 2,50 ai 3 euro. Nel 2001, secondo il Codacons, costava mediamente 1.500 lire. «Ma sono di prima scelta le nostre» si giustifica l?anguriaio di Ponte Catena, «By Vittorio», 43 anni di onorato servizio al chiosco, che oltre alle angurie vende patatine fritte e bibite: «vengono da Ferrara, le si riconosce dal retino rosso. Noi non compriamo mai qui al mercato, ma dai coltivatori ferraresi, perché le vogliamo zuccherine, fragolose. Diffidate quando sono troppo lucide». By Vittorio le vende a 2,50 euro/kg, mentre una fetta al tavolo (del peso di poco più di un chilo) a 3 euro. Al chiosco del cimitero monumentale, le angurie sono a 80 centesimi al chilo, la fetta al tavolo a 2,50 euro. Più economiche le granite, 2 euro l?una, e il melone, a 1,50 euro alla porzione.
Altr o chiosco «storico» quello di via Pallone, aperto 53 anni fa, inizialmente in Pradaval. «Noi serviamo solo quelle selezionate da taglio» spiegano i coniugi titolari, Adriano Bimbato e Giuseppina Camisa, «vengono da Mantova, le più buone. Noi le compriamo a 1,25 euro al chilo più Iva al 4%. La fetta di un chilo e mezzo la vendiamo a 3 euro servita al tavolo, anche nella versione con limone. Aumentate? Non al pubblico, perché i nostri prezzi sono uguali all?anno scorso».
Al chiosco di via San Giacomo, all?angolo di via Benedetti, una voce fuori dal coro, quella di Andrea Cappitta: «Sì, le angurie sono aumentate, anche all?ingrosso, perché quest?anno gli sbalzi di temperatura hanno dato problemi di maturazione. Noi abbiamo quelle di Mantova, le più buone, e care». Ma i prezzi sono in linea: una fetta al tavolo costa 2,50 euro, l?anguria intera o mezza da portar via è a 1,50 euro al chilo. Ma al Golino si può gustare anche frutta esotica, e perfino le pizze fatte in pizzeria. Ed è l?unico chiosco con il bagno.
In piazza Erbe l?anguria non è il frutto principe, anzi alcuni fruttivendoli neppure le tengono. Un banco ha avuto però una bella idea: venderla a cubetti dentro un bicchiere, al prezzo di 2 euro.
Qualcosa di più economico, ma altrettanto refrigerante? Il classico gelato da passeggio. La pallina del cono è ferma anche quest?anno a un euro. La granita, in via Cappello, la si gusta con due euro. Il classico «pinguino» della gelateria Savoia, è ancora ad un euro, il semifreddo a 1,50.
«Sono tre anni che non aggiorniamo i listini» spiega il titolare Marco Savoia, «perché le materie prime nobili che usiamo hanno un prezzo stabile. La nostra politica dei prezzi è che il gelato da passeggio deve essere accessibile a tutti». Quella di Savoia è la terza generazione di gelatai. L?azienda di via Roma è del 1939, anno di nascita dell?ormai famoso semifreddo a mattoncino, del 1941 è il pinguino. Vi si trovano anche le granite, che vanno da 1,50 a 2 euro, «ma solo le tre classiche» precisa Marco, «amarena, limone e menta».

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