6 Luglio 2010

Il caldo anche oggi non concede tregue

Sul Nord-Est una perturbazione ha causato frane e allagamenti: poi s’è spostata a sud nella zona di Matera

ROMANon accenna a passare l’ondata di caldo che ha investito l’Italia negli ultimi giorni: anche ieri, complice l’elevato tasso di umidità, si sono registrate temperature record vicine ai 40 gradi e in cinque città – Bolzano, Brescia, Milano, Perugia e Torino – l’allerta ha raggiunto il livello massimo, in cui sono previste «condizioni meteorologiche a rischio che persistono per tre o più giorni consecutivi» per cui è «necessario adottare interventi di prevenzione mirati alla popolazione a rischio».
E in altre cinque città – Verona, Roma, Rieti, Frosinone e Firenze – il livello d’allerta è fermo a quota 2: una situazione dove si registrano comunque temperature elevate e condizioni meteo che «possono avere effetti negativi sulla salute della popolazione a rischio». Tanto che il Codacons ha chiesto al ministro della Salute Ferruccio Fazio di coinvolgere i medici di famiglia per controllare gli anziani a rischio per il gran caldo ed evitare così il sovraffollamento dei pronto soccorso degli ospedali.
Secondo gli esperti le condizioni meteo dovrebbero rimanere tali per buona parte della settimana: oggi la situazione resterà pressoché invariata, con sei città a livello 3 (Bolzano, Brescia, Milano, Perugia, Roma e Torino), mentre domani saranno tre le città investite dalle ondate di calore (Bolzano, Perugia e Roma). Il Dipartimento ha dunque rinnovato l’invito alle strutture locali di Protezione civile e ai Comuni affinché mettano in atto tutte quelle misure di prevenzione necessarie, in particolare per le categorie più deboli, anziani, bambini e persone malate.
Secondo Giampiero Maracchi, ordinario di climatologia all’università di Firenze, bisognerà comunque attendere l’inizio della prossima settimana per avere un clima meno torrido. «Da lunedì – dice – si stabilirà una situazione normale, l’aria sarà più fresca e la temperatura sarà fra i 31 e i 34 gradi, il valore normale della stagione». L’ondata di caldo non deve però stupire. «Siamo in estate – sostiene Maracchi – era più preoccupante quello che succedeva due settimane fa. Detto questo, negli ultimi dieci anni il caldo non è più quello della climatologia mediterranea. L’aria calda che sale dall’Equatore, un tempo scendeva sulla Libia: ora invece scende sul Mediterraneo e sul nord Europa, per cui abbiamo 3-4 gradi in più del normale».
Al grande caldo si aggiunge, soprattutto sul nord est, la perturbazione che ha portato nubifragi e allagamenti. Nel corso della giornata il maltempo si è spostato anche a Sud, dove una tromba d’aria ha colpito la zona di Metaponto, in provincia di Matera, provocando danni a colture e piante.

 

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