Il calcioscommesse alla resa dei conti
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fonte:
- Gazzetta di Mantova
di Massimo Biribanti MANTOVA Dopo tre anni e mezzo di inchiesta, che hanno visto finire nel registro degli indagati oltre cento calciatori (e una decina, compreso l’ ex biancorosso Samuele Olivi sono nel secondo filone dell’ inchiesta), la Procura di Cremona sta per tirare le somme dello scandalo calcioscommesse. Tra una settimana, infatti, dovrebbe concludersi l’ incidente probatorio – iniziato il 22 maggio – sulle risultanze della perizia informatica svolta su telefoni e pc degli indagati. E a seguire, in breve tempo, il pm Di Martino dovrebbe formulare le richieste di rinvio a giudizio al giudice per le indagini preliminari. A Mantova circa 600 tifosi, rappresentati dai legali Dionigi e Beatrice Biancardi, aspettano giustizia in qualità di parti offese. E nella stessa condizione si trovano alcuni dipendenti della vecchia Acm di Fabrizio Lori e la stessa società fallita, rappresentata dal curatore. L’ inchiesta ha infatti evidenziato che alcune gare del Mantova della stagione 2009-2010 vennero truccate: ad ammetterlo è stato il personaggio chiave della vicenda, l’ ex difensore biancorosso Carlo Gervasoni, uscito dall’ inchiesta con un patteggiamento (10 mesi di reclusione) dopo aver collaborato con gli inquirenti e raccontato tutto (?) ciò che sapeva, coinvolgendo decine di suoi colleghi. L’ obiettivo dei tifosi mantovani è di intentare comunque una causa civile contro Gervasoni, visto che si sono costituiti contro di lui e contro altri 5 ex biancorossi: il ds Magalini (che però dalle accuse di Gervasoni non vendette ma comprò una partita nel 2008-2009) e i calciatori Fissore, Pellicori, Passoni e Nicco. Dalla perizia informatica effettuata su telefoni e computer degli indagati sono emerse novità importanti, nomi nuovi e altre gare “sospette”, nonché presunte combine nel tennis: ma su questo è aperto un altro filone d’ inchiesta. Pochi invece i riscontri sugli ex Mantova (vedi articolo sotto), per i quali erano già emersi tanti particolari nel 2011. Certo è che nell’ inchiesta di Cremona c’ è tanto Mantova, a partire da quello dell’ era Lori, passando per alcuni ex che sono poi finiti nei guai per episodi avvenuti in altre squadre, fino ad arrivare a protagonisti della passata stagione e anche di quella in corso. Sono ben 11 (senza contare Olivi, indagato in un altro filone) gli ex biancorossi indagati, più l’ attuale consigliere del presidente Di Matteo, Daniele Deoma. Del resto, c’ è da dire che quasi tutti gli indagati sono tornati in attività dopo aver patteggiato condanne, ottenuto “sconti” dal Tnas (Tribunale nazionale per l’ arbitrato nello sport) oppure assoluzioni nell’ ambito del processo sportivo. Tanto per intendersi, fra gli indagati di Cremona c’ è anche l’ attuale ct dell’ Italia Antonio Conte. Spetterà quindi alla Procura di Cremona fare definitiva chiarezza su una vicenda che ha infangato in modo indelebile il calcio e che al Mantova sembra essere costata una retrocessione sul campo e il conseguente fallimento, che la permanenza in serie B avrebbe probabilmente evitato. Ad aspettare giustizia non sono però soltanto i 600 tifosi mantovani. Sono ben 72, infatti, le parti offese: dal Coni alla Figc, dalle leghe di B e Lega Pro all’ Assocalciatori, passando per tanti club calcistici, fino ad arrivare a Sky, Codacons, altre associazioni di categoria e società di scommesse. Insomma, quello di Cremona sarà davvero un maxiprocesso. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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