15 Gennaio 2008

Il caffè a un euro scatena l’ira dei consumatori

Caro prezzi, carissimo caffè.  A Milano la bevanda più nera e amata dagli italiani non smette di aumentare di prezzo: il Codacons parla di crescite di circa 2 centesimi di euro a partire dallo scorso luglio, con un prezzo medio di 88 centesimi. L’Adoc, altra associazione di consumatori, ipotizza addirittura la "quota euro": prima o poi, i caffè di Milano costeranno tutti 100 centesimi. Ossia, un euro. Il presidente della sezione lombarda dell’Adoc, Nunzio Buongiovanni, evita però gli allarmismi: "Non pensiate che a febbraio tutti i caffè inizieranno a costare un euro. I barman attueranno semmai incrementi graduali, magari cominciando con ritocchi ai prezzi dei "caffè speciali". Non sarà traumatico, ma il ricarico ci sarà".  Anche Marco Maria Donzelli, del Codacons, parla di rincari, con una chiosa polemica: "Visti gli aumenti che ci sono già stati, siamo sicuri che ogni ulteriore incremento sarà pura e semplice speculazione da parte dei gestori che non ne hanno assolutamente bisogno".  Sia Adoc che Codacons concordano sul grande ricarico che il barista riesce ad ottenere servendo caffè. E chi sta dall’altra parte del bancone? Orlando Chiari, consigliere Epam e gestore dello storico Caffè Zucca, ha mantenuto il caffè a 90 centesimi, senza aumentarlo: "Sicuramente molti esercizi arriveranno a far pagare un euro per il caffè. Del resto, siamo gravati da ogni genere di "stangate" in ogni campo". Gli fa eco un altro grande patron , Domenico Gattullo dell’omonima pasticceria, che da inizio mese ha portato la nera tazzina al prezzo di un euro: "Prima era solo 90 centesimi, ma con l’anno nuovo i fornitori hanno deciso di farsi pagare un buon 10% in più". Stesso discorso da parte della gestione del Gin Rosa vicino San Babila: "Fino a 3 giorni fa eravamo anche noi a 90 centesimi, e fin dal 2000, anche con la conversione lira-euro, non abbiamo mai praticato aumenti prima di oggi. Del resto in Europa il costo medio del caffè è di 1,50 euro a tazzina". Ha fatto viceversa la conversione pedissequa il barman del Pottery Cafè, orgoglioso delle sue miscele brasiliane particolari: "Era da 1800 lire, l’abbia mo portato a 90 centesimi e infine a un euro. Il caffè da un euro esiste già: la materia prima di qualità ha certi costi". Chiude la rassegna Alfredo Zini, vicepresidente di Epam. Anche lui non vede bruschi aumenti nel tempo breve: "Il milanese non se la sente ancora di tirar fuori un euro per il caffè. Gli aumenti di prezzo sono fisiologici, ma non conviene ai gestori far pagare troppo. Anzi, in certi casi vendono addirittura sottocosto". Salvo per uso personale è vietato qualunque tipo di riproduzione delle notizie senza autorizzazione.

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