20 Aprile 2006

Il Brent ha toccato il prezzo record di 74 dollari

La crescita minacciata dall`andamento del greggio (il Brent ha toccato il prezzo record di 74 dollari). Timori per l`inflazione

Petrolio senza freni, la benzina alle stelle

Arrivano i ritocchi per la super: dal 2004 è costata due miliardi di euro in più




ROMA. Senza freni. Il petrolio corre verso il rialzo con pessime previsioni del Fmi che vedono a metà di quest`anno il greggio a quota 80 dollari. Record dopo record, il greggio ha superato ieri sera i 72 dollari al barile sulla piazza di New York. Ma l`oro nero spinge al rialzo anche tutti i beni rifugio, tra i primi l`oro che è arrivato a un picco storico di 629 dollari l`oncia, il prezzo più alto da dicembre `80. Di quest`onda al rialzo si avvalgono anche l`argento e il platino che toccano 1,21 dollari e 14,53 dollari. Il greggio Brent a Londra ieri ha sfiorato 74 dollari dopo il calo delle scorte statunitensi. Le scorte di greggio negli Usa sono scese la scorsa settimana di 806.000 barili, mentre quelle della benzina hanno segnato un calo di 5,45 milioni di barili, pari al 2,62%. Gli aumenti del greggio si stanno riflettendo sul costo della benzina e la Confesercenti calcola che negli ultimi due anni il caro petrolio è stato pagato da cittadini e imprese oltre 2 miliardi in più. Con i ritocchi di aprile la benzina ha fatto registrare rispetto a gennaio 2004 incrementi pari al 28,8% e il gasolio per auto il 39,8%. L`Agip ha deciso un aumento di 2 centesimi per la verde e di 3 centesimi per il gasolio. La Erg oggi ritoccherà i listini a 1,349 euro al litro e il diesel a 1,223 euro. Secondo il Codacons a fine anno l`inflazione in Italia potrebbe attestarsi attorno al 2,5 o 2,6%. Alla base di questo rinfocolamento di rincari c`è la tensione tra Iran e Usa. Proprio ieri Washington ha chiesto perentoriamente la fine di ogni cooperazione in campo nucleare con l`Iran, mantenendo sul tappeto l`opzione militare, anche se Russia e Cina non vogliono neanche sentir parlare di sanzioni, mentre l`Europa che resta contraria all`impiego della forza potrebbe appoggiare una maggiore determinazione nel costringere Teheran a recedere da “passi sbagliati“ come l`assemblaggio di pezzi di armi nucleari. La questione delle sanzioni resta ipotetica perché Russia e Cina hanno diritto di veto nel Consiglio di Sicurezza dell`Onu. E Mosca ha contratti miliardari con l`Iran, mentre la Cina è in pieno sviluppo e ha bisogno del petrolio iraniano. Il presidente iraniano Ahmadinejad ieri ha chiesto ai Paesi produttori di petrolio di vendere il greggio ai Paesi poveri a un prezzo più basso visto che il petrolio non “è ancora arrivato al suo valore reale“. Resta il fatto che l`Iran esporta ogni giorno circa 2,7 milioni di barili e l`Aie, l`Agenzia internazionale per l`energia, che assicura le riserve strategiche, afferma che si può andare avanti per 4 anni, anche se l`Iran interrompe l`esportazione.

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