4 Agosto 2010

Il braccialetto cult degli sportivi

Roma. Il braccialetto cult degli sportivi, tanti anche professionisti, e di una schiera sempre più folta di adepti, compresi signori e signore non più giovani, è finito sotto la lente dell’ Antitrust. "Power Balance", una striscetta di silicone e neoprene con un ologramma, in una serie amplia di colori e tre misure, ad un costo che varia dai 25 ai 39 euro, promette di aumentare la forza, l’ equilibrio e l’ elasticità del fisico grazie al magnetismo amplificato dello stesso organismo umano. Una collanina con il ciondolo completa la gamma. A sostenere l’ esplosione delle vendite, partite in sordina lo scorso anno, non sono state le pubblicazioni di studi scientifici, ma un passaparola nelle palestre, nei negozi di articoli sportivi che poi come una valanga è arrivato sulle spiagge. Un tam tam amplificato da alcuni personaggi dello spettacolo e dello sport che ne sono diventati testimonial diretti e indiretti. E’ stato avvistato al polso di calciatori come Cristiano Ronaldo, di assi della Formula Uno come Rubens Barrichello e Giancarlo Fisichella, e di attori come Robert De Niro e Antonio Banderas. Di teste coronate come l’ Infanta Elena di Spagna. Ma la lista è ancora molto più lunga. Anche nei recenti Europei di Atletica di Barcellona, appena terminati, le immagini televisive svelavano al polso di molti atleti il braccialetto "delle meraviglie". E la moda è cresciuta al punto da fare arrivare sulle bancarelle e sulle spiagge anche il braccialetto in versione low cost: solo 10 euro, e anche meno, rispetto a quelli ufficiali venduti nei negozi e spesso esauriti per la forte richiesta. Ora l’ Autorità garante della concorrenza ha avviato un’ istruttoria per una «possibile pratica commerciale scorretta» nei confronti delle società che distribuiscono il prodotto che promette appunto "forza ed equilibrio". L’ istruttoria è stata avviata in base al Codice del Consumo, che definisce scorretti i comportamenti delle aziende in grado di indurre in errore il consumatore medio sulle caratteristiche principali dei prodotti venduti quali, ad esempio, i risultati che si possono attendere dal loro uso o i risultati e le caratteristiche fondamentali di prove e controlli effettuati sui prodotti. Quanto alle due società, si tratta di Power Balance Italy, società distributrice per l’ Italia dei prodotti a marchio Power Balance, e di Sport Town, società che commercializza i prodotti stessi. Le due società entro i prossimi 15 giorni dovranno fornire un’ idonea documentazione medico-scientifica sulle proprietà e gli effetti sul corpo umano attribuiti ai loro prodotti, compresa «l’ istantanea efficienza dei sistemi elettronici, chimici e biologici dell’ individuo». Entro lo stesso termine dovrà essere provata l’ assenza di eventuali controindicazioni per la salute e la sicurezza dei consumatori che possano derivare dall’ uso dei braccialetti. Per il Codacons, anzi, se dall’ indagine avviata dall’ Antitrust dovessero emergere comportamenti scorretti, si aprirebbe la strada ai risarcimenti in favore di chi ha acquistato il prodotto. Prove sugli effetti benefici del prodotto in questione, secondo Walter Santilli, ordinario di Fisiatria all’ Università "La Sapienza" di Roma, al momento non risultano affatto. «Quando ci si collega al sito della Power Balance ci appare un ologramma, un disegno, che secondo l’ azienda stimolerebbe il sistema biologico in modo tale da migliorare le performance. A questo punto il quesito del medico è questo: come può un disegno produrre effetti magnetici e influenzare l’ organismo umano? Se davvero fosse così, scomparirebbe tutta la medicina riabilitativa. Dovunque ci sia un campo elettrico c’ è anche attività elettromagnetica. Questo però non vuol dire che tutti i campi elettromagnetici influenzino il nostro fisico. Altrimenti anche stare davanti al frigorifero o alla televisione per molte ore produrrebbe degli effetti, positivi o negativi, e se fossero così dirompenti come vengono propagandati, ne deriverebbe che saremmo una popolazione di malati o di super-sani». Santilli tiene però a sottolineare che il suo, da scienziato, non può essere e non è un rifiuto aprioristico, e che anzi sarebbe ben felice se il braccialetto avesse veramente prodotto qualcosa di concreto. Così, conclude ironico: «Se il braccialetto fosse in grado di alterare i risultati sportivi, si dovrebbe muovere l’ antidoping»

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