5 Marzo 2010

Il body scanner parte da Roma

 
ROMA Chi invidiava gli agenti della security alle prese con i body scanner è rimasto deluso. Perché il primo apparecchio presentato ieri a Fiumicino, che da oggi sarà sperimentato per i passeggeri in partenza dal Terminal 5 per gli States e le cosiddette destinazioni sensibili, restituisce un’ immagine umana informe del passeggero e non le visioni di Nino Manfredi nel film «Vedo nudo». Dopo i controlli di routine si attende il proprio turno dietro la linea gialla. Poi si entra nella cabina a vetri, ci si posiziona con i piedi sulle orme gialle, si alzano le braccia. Pochi secondi fermi e il gioco è fatto.L’ eventuale controllo manuale avviene poi solo se il body scanner rileva un punto sospetto all’ operatore. La sperimentazione durerà da 4 a 6 settimane e si allargherà da Fiumicino anche a Milano Malpensa e Venezia. Al vaglio due tipi di apparecchiature, le prime di tipo attivo, come quella di Fiumicino, a onde millimetriche, che penetrano per un millimetro nella pelle, le seconde passive, che rilevano le onde millimetriche emanate dal corpo unamo. Il ministro della Salute Ferruccio Fazio, intervenuto alla cerimonia di attivazione del primo scanner con il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli, ha ribadito che i body scanner non rappresentano un rischio per la salute «oltre ogni possibilità di dubbio». Il sistema che è stato scelto rappresenta un’ esposizione «cinquanta volte inferiore rispetto a quella potenzialmente pericolosa. In futuro poi saranno usati quelli che utilizzano le onde elettromagnetiche che vengono dal corpo. Non hanno problemi di pericolosità, ma un problema di qualità dell’ immagine». Non tutti, però, sono convinti della bontà delle rassicurazioni sul fronte della salute. Per il Codacons nessun consumatore può essere obbligato a sottoporsi ai controlli con i body scanner, mentre l’ Adoc ha chiesto al ministro della Salute di pubblicare gli studi scientifici che attestino l’ assoluta non nocività dei body scanner.E’ già stata presentata anche un’ interrogazione parlamentare alla Camera (primo firmatario Sandro Gozi del Pd, insieme ad altre 30 firme di colleghi di partito), che chiede ai ministri dell’ Interno e della Salute chiarimenti sulle misure adottate a tutela della salute e della privacy. Matteoli ha sottolineato come l’ adozione dei body scanner «sia un’ ulteriore garanzia». Dopo una prova pratica si è detto soddisfatto. «Una delle preoccupazioni che avevo – ha detto il ministro – è che inserire i body scanner comportasse delle perdite di tempo. Mi pare che non ci sia questo problema e anzi, forse, si potrà risparmiare qualche secondo». «La sperimentazione -ha spiegato il presidente dell’ Enac Vito Riggio – è stata voluta dall’ Enac, su sollecitazione del Governo, proprio per dare risposta alle nuove minacce che recentemente sono state poste in essere nei confronti del sistema dell’ aviazione civile». Il costo del dispositivo è di circa 150mila euro e in tutto l’ Enac spenderà per l’ acquisto delle macchine 2 milioni di euro.
 

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