7 Marzo 2009

Il bluff del governo: 18 miliardi per cantieri attivabili entro tre anni

Dal Cipe via libera anche al ponte sullo Stretto. Epifani: «La crisi è adesso» Il bluff del governo: 18 miliardi per cantieri attivabili entro tre anni

 Non è sbloccando risorse vecchie per la realizzazione di grandi opere inutili, dannose e che, oltretutto, non si sa nemmeno quando partiranno, che il governo può pensare di favorire la ripresa dell’economia. Ma a Silvio Berlusconi questo non importa. Contro la crisi «nessuno ha fatto più noi in Europa», azzarda il presidente del Consiglio dopo avere ottenuto il via libera del Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) al piano di interventi da attivare nel triennio, predisposto dal ministero per le Infrastrutture e che comprende la costruzione del ponte sullo Stretto di Messina e il completamento della Salerno-Reggio Calabria. Un pacchetto da 16,6 miliardi di euro, composto da 8.510 milioni di euro di contributo pubblico e da 8.090 di contributo privato, cui si aggiungono un miliardo di euro per l’edilizia scolastica e 200 milioni per quella carceraria, per un totale di 17,8 miliardi di euro finanziati anche con 5 miliardi provenienti dalla nuova ripartizione del Fondo per le aree sottoutilizzate (Fas). Il contributo pubblico, oltre agli 1,3 miliardi destinati al ponte sullo Stretto, comprende 2,75 miliardi per gli interventi ferroviari (tra questi, l’alta velocità Treviglio-Brescia e il Terzo Valico Milano-Genova), 2 miliardi per interventi stradali (tunnel di sicurezza del Frejus, Pedemontana, nodo di Perugia e Tre Valli, tangenziale di Napoli e rete viaria costiera, adeguamento della statale Telesina, completamento della Salerno-Reggio Calabria, strada 106 Jonica, Agrigento-Caltanissetta e l’asse stradale Maglie-Santa maria di Leuca). Inoltre, altri 1,51 miliardi di contributi pubblici sono destinati alle reti di trasporto e sistemi metropolitani (opere connesse all’Expo 2015, linea C della metropolitana di Roma, rete metropolitana regionale campana, reti metropolitane di Palermo e Catania, sistemi urbani di Bari e di Cagliari, adeguamento dei sistemi metropolitani di Parma, Brescia e Bologna, aeroporto di Vicenza). I contributi privati finanziano gli interventi per l’autostrada della Cisa, la Brescia-Padova, la Cecina-Civitavecchia e la Tangenziale est di Milano. «Le opere scelte sono quelle pronte e cantierabili nel più breve tempo possibile», assicura il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Altero Matteoli. «Le uniche opere che possono salvare già quest’anno centinaia di migliaia di posti di lavoro sono quelle piccole e medie immediatamente cantierabili», ribatte però il presidente dell’Associazione nazionale dei costruttori, Paolo Buzzetti, che comunque esprime apprezzamento per lo sforzo fatto dal ministro. La propaganda del governo non convince invece né gli ambientalisti, né la Cgil, né la sinistra e nemmeno il Pd. Il segretario del Prc, Paolo Ferrero, denuncia lo spreco di denaro pubblico per «opere inutili e sulle quali si svilupperanno disastri ambientali e dalla cui realizzazione scatutiranno solo malaffare e infiltrazioni mafiose». Rifondazione propone, al contrario, «di usare i soldi destinati dal governo al Ponte sullo Stretto per fare l’unica grande opera necessaria, la ristrutturazione di tutti gli edifici scolastici in modo che non crollino sugli alunni delle scuole italiane come è già successo tragicamente diverse volte e che le scuole vengano rese autosufficienti sul piano energetico attraverso il ricorso all’energia solare».  Anche il Codacons non esita a definire «irrisoria» la cifra di 1,2 miliardi «per l’edilizia scolastica (peraltro in coabitazione con quella carceraria), quando lo stesso Governo, per bocca di Bertolaso, dichiarò, dopo la tragedia di Torino, che il 60% delle 42.007 scuole pubbliche non ha certificati di agibilità statica ed igienico sanitaria ed il 75% non ha quello di prevenzione incendi. Solo per affrontare il rischio terremoti – sottolinea l’associazione – occorrerebbero 13 miliardi di euro». La Cgil, con il segretario generale Guglielmo Epifani, ricorda come i 16,6 miliardi sbloccati dal Cipe fossero «soldi già stanziati» e che potevano essere sbloccati prima. Quanto alle opere scelte, «alcune non sono per me priorità, altre sì. In ogni caso – taglia corto Epifani – arriveranno un po’ in ritardo rispetto alla velocità di questa crisi». E’ infatti «difficile credere – interviene il segretario confederale della Cgil, Fabrizio Solari – che entro sei mesi inizieranno i lavori del ponte sullo Stretto o del terzo valico ferroviario Genova-Milano». Durissimo il giudizio di Legambiente. Per il presidente dell’associazione, Vittorio Cogliati Dezza, gli interventi approvati ieri dal Cipe «non servono all’Italia per uscire dalla crisi e non possono rispondere efficacemente alle richieste di mobilità del Paese». Con le risorse stanziate dal governo, osserva ancora Cogliati Dezza, «non si aprirà nessun cantiere se non per pura propaganda, perché per il Ponte il piano finanziario che doveva garantire le risorse private è ancora tutto da scrivere e sperare in risorse private in un periodo di crisi delle banche è quantomeno improbabile».
 

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this