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17 Settembre 2019

Il blocco di Riad porta il greggio oltre i 63 dollari

PAOLO BARONI ROMA L’ annuncio del presidente Trump, pronto a metter mano alle riserve strategiche per far fronte allo stop della produzione dell’ Arabia Saudita, non ha impedito una pericolosa fiammata dei prezzi del petrolio che ora rischia di avere effetti pesanti sulle tasche di tutti. Già domenica notte all’ apertura dei mercati asiatici i futures sul greggio Usa avevano infatti guadagnato il 15%, quelli sulla benzina l’ 11%, mentre le quotazioni del Brent europeo sono schizzate a 71,95 dollari (+19,5%), il balzo più alto mai segnato nel corso di una giornata dai tempi della guerra del Golfo. Dopo una serie di alti e bassi ieri alla chiusura dei mercati europei il rialzo medio è stato del 12%, col Wti americano salito a 61,2 dollari al barile ed il Brent del Mare del Nord a quota 67,4. Chiusura in fortissimo rialzo a New York per il petrolio scambiato a 62,9 dollari al barile (+14,8%). Siamo ancora lontani dagli 80 e più dollari al barile della più recente crisi libica ma col riaffiorare di una nuova crisi geopolitica il contagio su tutti i mercati finanziari è stato immediato: tutte le borse hanno pagato dazio (-0,96 Milano, -0,71 Francoforte e -0,63 Londra, Wall Street sfiora il – 0,5) ed è ripartita la corsa verso i beni rifugio. L’ oro si è ulteriormente apprezzato (coi futures che hanno superato quota 1.510 dollari l’ oncia), l’ euro ha perso terreno sul dollaro scendendo sotto quota 1,10. Il peso dei sauditi L’ Arabia saudita è il maggior esportatore mondiale di petrolio e gli attacchi del fine settimana agli impianti della Aramco hanno ridotto la sua produzione di ben 5,7 milioni di barili al giorno, arrivando quasi a dimezzarla e a sottrarre il 5% del consumo giornaliero mondiale. Gli Usa son pronti a dar fondo alle riserve, cosa mai avvenuta dopo la guerra in Libia del 2011, mentre gli arabi pensano di attivare nuovi giacimenti off shore finora inutilizzati. All’ orizzonte si profila già l’ ennesimo braccio di ferro tra grandi produttori dell’ Opec. Intanto, col passare delle ore, la valutazione dei danni si è fatta decisamente più preoccupante: secondo i vertici di Saudi Aramco la ripresa piena dell’ attività potrebbe richiedere anche tre mesi, molto più tempo insomma di quanto previsto in un primo momento. Col risultato che Aramco, probabilmente, dovrà rinviare la sua quotazione in Borsa prevista per novembre. Il fattore tempo è determinante anche per valutare l’ impatto sui consumatori italiani: più si protrarrà il blocco della produzione saudita e più gli aumenti di benzina e gasolio si faranno pesanti. «Da subito – spiega il presidente di Nomisma energia Davide Tabarelli – possiamo immaginare 2-3 centesimi in più alla pompa, con la benzina che dovrebbe arrivare a quota 1,60 al litro ed il diesel a 1,50. Ma se lo stop dovesse essere più lungo potremmo anche arrivare a 5 cent in più». A ruota andrà poi messo in conto anche l’ effetto trascinamento sui prezzi a partire dagli alimentari. Secondo Coldiretti, infatti, «un Paese come l’ Italia dove l’ 85% dei trasporti commerciali avviene per strada il rincaro dei carburanti ha un effetto valanga sulla spesa con un aumento dei costi di trasporto oltre che di quelli di produzione, trasformazione e conservazione». Per il Codacons si rischia una stangata da 320 euro a famiglia. Dall’ Arabia l’ Italia importa l’ 11,6% del suo fabbisogno di greggio, a fronte del 31,7 dall’ ex Urss, del 23% dall’ Africa e del 25,5 da Iraq e Iran e quindi lo stop non ci dovrebbe creare problemi insormontabili, salvo per i prezzi. Sul breve termine «il sistema – conferma l’ Unione petrolifera – ha in sé le risorse per contenere gli effetti più negativi di questa situazione di emergenza». «Sul mercato la disponibilità di greggio è considerevole – sostiene Tabarelli – le scorte sono a livelli altissimi e c’ è molta offerta visto che da un anno a questa parte l’ Opec non è riuscita tagliare il surplus». Una situazione che ci è servita a «contenere» l’ effetto degli attacchi di sabato evitandoci, per ora, danni peggiori. – c BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

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