Il Bingo estrae i numeri del proprio successo
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fonte:
- Il Tempo
A Roma sono 10 i locali in funzione. Altri 18 stanno per aprire, a cominciare dal «Gregory»
Prime positive valutazioni dell?associazione dei concessionari a sei mesi dall?apertura delle sale capitoline
MA quale flop, il Bingo sta benissimo. Parola di Ascob. A 6 mesi dall`apertura delle sale da gioco capitoline, l`assemblea ordinaria dell`associazione dei concessionari Bingo tira le somme, che sono altamente positive. A Roma sono 10 i locali in funzione e altri 18 in programma.
Il “Gregory“ in via Gregorio VII dovrebbe aprire prossimamente, a ruota l`ex cinema “Ulisse“, il “Cola di Rienzo“ e il “Madison“.
Incertezza invece per il Bingo di via Stamira e per quello di via Taranto. Sicuramente fuori gioco il locale di via Natal del Grande a Trastevere. La crisi del Bingo? “Inesistente“, risponde la platea di oltre 200 concessionari del popolare gioco sbarcato da Oltreoceano nella capitale. O meglio, alcune sale vanno bene e fatturano anche 30 milioni di euro al mese, come quella più grande e più discussa, il “Bingo Re“ di via Siponto, altre stentano ma nei piani aziendali era già prevista una fase di stasi. Ad ogni modo, i concessionari di sale Bingo chiedono ora al governo premi più alti e slot machines per divesificare e migliorare l`offerta. “Le sale Bingo oggi sono come un cinema che proietta da 6 mesi lo stesso film- spiega Luciano Consoli, vice presidente di Formula Bingo- Chiediamo nell`interesse dello Stato e dunque dei cittadini di inserire i jackpot, di studiare dei superpremi e quant`altro. Se ci autorizzano- continua Consoli- potremmo far diventare i Bingo dei veri supermercati del divertimento.
Certo, nella legge ci sono stati degli errori che hanno ad esempio concentrato 5 sale a San Giovanni e non ne hanno prevista nemmeno una in zona Cassia-Bufalotta“.
C`è anche un tavolo fra concessionari e Codacons per elaborare un codice etico e analizzare i problemi dei vicini di casa, che lamentano diversi disagi. Per fare in modo che il Bingo sia davvero un gioco e non una febbre. Il no alla chiusura alle 2 di notte è categorico. “Provocherebbe maggiore intasamento- spiega Vittorio Casale, consigliere delegato di Codere.
Facciamo in ogni caso di tutto per aderire alle richieste dei residenti“. Allo studio anche un osservatorio per i malati del gioco. La risposta del governo è positiva. “Il gioco non può essere considerato con giudizi morali che lo pongano ai margini della società- commenta Manlio Contento, sottosegretario al ministero dell`Economia- Gli investimenti sono richezza per il nostro paese. Per gli imprenditori che sono stati in difficoltà prevederemo delle proroghe sui tempi di apertura“.
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