Il Bastione di Riva si appresta a tornare agli antichi splendori
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fonte:
- l`Adige
Il Bastione di Riva si appresta a tornare agli antichi splendori, ma il lavoro di restauro rischia di essere compromesso dalla ingombrante presenza di un nuovo traliccio che, da alcune prospettive cittadine, danneggia la visione del torrione. Per trovare una soluzione al problema, il sindaco Claudio Molinari e l`assessore Paolo Matteotti nei giorni scorsi si sono incontrati con i responsabili di Terna spa, la società alla quale l`Enel ha conferito la proprietà della rete di trasmissione nazionale. Positivi i risultati del confronto, come spiega l`assessore Matteotti: “I responsabili di Terna si sono mostrati molto disponibili ad adottare soluzioni correttive per limitare l`impatto visivo della struttura metallica. Già nelle prime settimane del 2007 il nuovo traliccio sarà dipinto con una vernice speciale, che permetterà una sua maggiore integrazione con la vegetazione di sfondo. Si valuterà inoltre sia l`abbassamento della sua altezza di 3-5 metri, sia l`individuazione di eventuali percorsi alternativi sovrastanti il Bastione“. “Bisogna comunque dire – aggiunge l`assessore – che già l`anno scorso era stato eliminato uno dei due tralicci in prossimità del Bastione, mentre l`altro, quello ancora visibile, sarà tolto a breve. Quindi questo nuovo pilone andrà in pratica a sostituirne due“. In merito alla costruzione in corso della linea elettrica a 132 kV, va poi ricordato come – in seguito ad un accordo fra Terna, i Comuni di Arco e Riva del Garda, Aspe e la Provincia di Trento – sia stato possibile interrare parzialmente la prevista linea aerea, salvaguardando i quartieri più popolati di Riva. Nel dicembre del 1997 Enel era stata infatti autorizzata dalla Provincia a realizzare una linea aerea lungo un percorso posto a nord di quello esistente. I cavi avrebbero attraversato uno dei quartieri più popolati di Riva, il Rione 2 Giugno, in prossimità della piscina, della scuola media e della scuola d`infanzia, a ridosso delle case Itea. In sostanza la linea aerea, da 132 kV, avrebbe tagliato da est a ovest la Piana del Basso Sarca con piloni alti circa 40 metri, transitando attraverso cinque abitati: San Giacomo, Varone, Pasina, San Nazzaro, San Giorgio, interessando i Comuni di Arco e di Riva del Garda. Rispetto al tracciato ipotizzato da Enel, le associazioni Codacons, Conacem e Codisa, nonché alcuni privati cittadini avevano presentato diversi ricorsi al Tar (il primo depositato nel 1999). In seguito anche a queste sollecitazioni, vennero avviate trattative tra Terna spa, i Comuni di Riva e Arco, Aspe (Azienda speciale provinciale per l`Energia) e la Provincia di Trento per ricercare nuove soluzione. Tra le ipotesi: il progetto di un interramento parziale della linea Riva-Arco, che associa ad un impatto visivo nullo e ad un ingombro minimo del territorio, il principio cautelativo nei confronti di un possibile danno per la salute pubblica. Tra i soggetti coinvolti è stato sottoscritto prima un accordo (giugno 2002) e poi una convenzione (primavera del 2003), a seguito della quale si è deliberato per la nuova soluzione di un elettrodotto interrato da realizzare in fregio alla nuova viabilità del Basso Sarca. La spesa è stata preventivata in circa due milioni e 800 mila euro, costo dal quale va detratta la somma che Terna spa avrebbe sostenuto per la realizzazione del tracciato già autorizzato dalla Giunta provinciale. Buona parte dell`investimento (oltre 2 milioni di euro) è l`ammontare che i Comuni di Riva e Arco, assieme ad Aspe, dovranno erogare per il nuovo intervento. Va sottolineato che Riva dovràa coprire il 75% di questo importo, ovvero 1,6 milioni di euro, di cui circa 700 mila saranno rimborsati in seguito da Aspe. “Si tratta di una spesa straordinaria e impegnativa per il nostro Comune – commenta Paolo Matteotti – ma finalizzata alla salvaguardia del paesaggio, dell`ambiente e della salute dei nostri cittadini. I risultati raggiunti con l`accordo del 2002 sono stati riconosciuti e apprezzati da tutti, perché di fatto comporteranno l`eliminazione di tutti i piloni a partire dalla zona Baltera e passanti per il Rione 2 Giugno“. “Per quanto riguarda invece la realizzazione delle opere sul monte Rocchetta – conclude l`assessore – non era possibile, per motivi tecnici, prevedere l`interramento“.
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