Il barile rotola sempre più giù La benzina comincia a seguirlo
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fonte:
- La Stampa
Il prezzo del petrolio continua a cadere e piano piano i ribassi interessano anche la benzina e il gasolio. Ieri il greggio Wti americano ha chiuso a 74,58 dollari al barile e il Brent europeo a 78,11. Una prospettiva di rialzo potrebbe venire dall’ Opec, se i Paesi aderenti decidessero di tagliare la produzione nell’ incontro fissato a Vienna il 27 novembre. Ma gli appelli in questo senso arrivati dai Paesi produttori che più soffrono per il ribasso del prezzo, come il Venezuela, si sono scontrati finora con la volontà dell’ Arabia Saudita (il peso massimo del settore) di mantenere inalterate le sue quote di mercato. Ieri sera il rappresentante della Libia all’ Opec ha detto che il 27 potrebbe essere deciso almeno il ritiro dal mercato delle quote eccedenti gli obiettivi di produzione concordati; si tratta di 600 mila barili al giorno (sui 30 milioni di estrazione Opec regolare) ma anche questo obiettivo minimo dovrebbe confrontarsi con l’ indisciplina di cui stanno dando prova i produttori. Nel frattempo gli automobilisti italiani beneficiano di cali dei listini al distributore. Le medie ponderate nazionali dei prezzi tra le diverse compagnie in modalità «servito» indicano, secondo la rilevazione del quotidiano Staffettaonline, che il prezzo della benzina è sceso a 1,731 euro al litro (-0,2 centesimi) e quello del gasolio a 1,648 euro al litro (anche qui -0,2 cent). Le punte in alcune zone sono per la verde di 1,778 euro al litro e per il carburante diesel di 1,698. Secondo Quotidianoenergia il prezzo medio della benzina si posizionava ieri fra l’ 1,698 euro al litro di Eni e l’ 1,722 di Q8 e Ip (no-logo a 1,553). Per il diesel invece si passava da 1,620 euro al litro con Esso a 1,644 con Q8 (no-logo a 1,466 euro). Il Gpl, infine, variava fra 0,671 euro al litro con Shell e 0,694 con Ip (no-logo a 0,660). A ritoccare in giornata i listini di benzina e gasolio sono stati Tamoil (-1 cent/litro per entrambi i carburanti), Ip (-0,8 cent la benzina e -0,6 il diesel), Q8 (-1 cent), Shell (-1 cent), Esso (-1 e -0,5 cent) e TotalErg (-0,6 e -0,8 cent). Nonostante i ribassi le associazioni di consumatori lamentano la differenza di prezzo che esiste ancora con gli altri Paesi dell’ Ue. I prezzi dei carburanti in Italia restano i più alti d’ Europa – denuncia il Codacons – per colpa (soprattutto) delle tasse. Rispetto alla media europea di 1,395 euro al litro, da noi la benzina costa 0,327 euro in più. Questo significa che per fare il pieno a un’ automobile a benzina di media cilindrata un italiano spende 16,35 euro in più rispetto alla media dell’ Ue.
luigi grassia
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