Il balletto delle fermate dei bus sfida la pazienza dei pendolari
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fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
• S A N T E R A M O. Soppressa, dall’ altro ieri, martedì 8 marzo, la fermata dei bus di via Gioia. A comunicarlo alla città la Stp e la Sita: «Il comando di Polizia municipale ha disposto con effetto immediato la soppressione della fermata di via Gioia al civico 7. Per tutte le rimanenti fermate lo stesso comando sta inoltre provvedendo a una verifica tecnica per valutare la rispondenza ai dettami della normativa vigente in termini di sicurezza. Dunque la fermata utile per l’ utenza diretta a Gioia del Colle sarà quella di largo Convento». La tensione affonda le radici già dal disagio sorto a luglio scorso, quando gli utenti si sono trovati davanti al fatto compiuto dello spostamento della fermata da via Iacoviello a via Gioia. Oggi un altro spostamento, in esecuzione della disposizione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti che ha recepito il ricorso di un commerciante per lo spostamento della fermata Sita piazzata proprio davanti al suo locale in via Gioia. È lo stesso sindaco Michele D’ Ambrosio a confermare su Facebook: «Una nota del Ministero, in risposta a un esposto presentato da un privato, ha evidenziato che la fermata di via Gioia non ha i requisiti tecnici. Il comandante della Polizia locale ha chiesto alla Sita la sospensione conseguente. Sarà attivata a brevissimo una fermata in via Carmine Crupi. Stiamo progettando un punto fermata ben attrezzato – fa sapere il primo cittadino per dare maggiore comfort ai passeggeri in attesa». I pendolari dicono «no» all’ ulteriore spostamento e qualcuno propone una petizione per ripristinare la fermata. Sotto accusa non solo i continui cambiamenti e i relativi disagi ma anche la mancanza di pensilina alla fermata di via Acquaviva. Sul social network il post di una pendolare: «È fantastico recarsi alla solita fermata di via Gioia e apprendere che è stata soppressa. Ma almeno un preavviso in modo da potersi organizzare, no? Spero venga ripristinata al più presto, oppure su via Iacoviello». I disagi riguardano in particolare gli studenti e gli anziani che utilizzano il mezzo pubblico per raggiungere le scuole o gli ospedali. Il Codacons: «Pensiamo alle cosiddette fasce deboli. Il trasporto collettivo dovrebbe essere garantito in particolare per le persone anziane e i diversamente abili».
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