2 Dicembre 2019

Il 7 novembre in vigore l’ obbligo di adeguare gli appositi dispositivi quando la legge è follia

La parola follia è ormai entrata a far parte del nostro gergo tanto da rappresentare non più un’ eccezione comportamentale ma piuttosto la normalità. Ebbene in questo gioco perverso sembra essere caduta anche la macchina legislativa. La legge sui sediolini antiabbandono è sicuramente un esempio esplicativo dei tempi bui che stiamo vivendo. Il 7 novembre 2019 è entrato in vigore l’ obbligo di adeguare gli appositi dispositivi di seduta per gli automobilisti che trasportano bambini di età inferiore ai quattro anni di vita. La norma consistente in una modifica apportata all’ art. 172 del CDS, che prevede già l’ obbligo della cintura di sicurezza, è stata oggetto di approvazione sin dal settembre 2018. La necessità della emanazione di un Decreto Ministeriale che ne disciplinasse le caratteristiche ha fatto slittare di oltre un anno la sua efficacia. Tale differimento tuttavia ha colto impreparato il mercato e i consumatori stessi per cui le gravi sanzioni previste, multa da 81,00 ad un massimo di 360,00 e decurtazione di cinque punti sulla patente, dalle ultime notizie rese, sembrerebbe che andranno in vigore soltanto a far data da marzo 2020. Tanta fretta e tanto rumore per nulla. Per citare il noto drammaturgo inglese. Ma in realtà non è della normativa in sé e del caos che si porta dietro che volevo parlarvi ma piuttosto riflettere con Voi sulle sue finalità e motivazioni. Non posso fare a meno di chiedermi se non fosse stato meglio investire tanta energia nella comprensione del fenomeno che l’ ha generata e fare qualcosa per evitarlo piuttosto che scomodare il legislatore. Questa legge, infatti, non affronta il problema alla radice ossia la fatica dei genitori alle prese con lavoro, gestione della famiglia e quant’ altro, sempre più stressati, con pochi aiuti e di conseguenza a maggior rischio black out anche quando si tratta dei propri figli. Tutto ciò non risolverà il problema! Con il tempo si correrà il rischio che in situazioni simili ci si affidi troppo alla tecnologia senza fidare sulla propria riflessione e autocontrollo esponendo, tra l’ altro, i bambini al pericolo delle radiazioni prodotte da tali dispositivi influenzati da campi elettromagnetici. Infine, anche se non in ordine di importanza, c’ è da chiedersi quanto sia costata questa “tarantella” in termini economici e soprattutto di credibilità delle istituzioni? E ancora “cui prodest”? Sicuramente al produttore più che al consumatore obbligato all’ ennesima spesa senz’ alcun giovamento ed imbrigliato in un sistema sanzionatorio sempre più pressante. Stavolta il rospo rischia di andare di traverso! Avv. Raffaella D’ Angelo Ufficio Legale CODACONS CAMPANIA.

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