16 Gennaio 2015

Il 45% dei film del 2010 contiene scene di fumo: polemica Codacons – registi italiani

Il 45% dei film del 2010 contiene scene di fumo: polemica Codacons – registi italiani

Sesto Potere) – Roma – 16 gennaio 2015 – Una posizione vergognosa, immorale e al limite dell’ indecenza. Così il Codacons bolla l’ appello lanciato da alcuni registi italiani contro la norma, annunciata dal Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, finalizzata a vietare le sigarette nei film e nelle fiction. fumo e cinema Vi è una colossale letteratura scientifica che dimostra in modo incontestabile come le compagnie del tabacco abbiano investito soprattutto del cinema e della televisione per propagandare il tabacco, per conquistare i giovanissimi e consolidare il consumo di sigarette con danni alla salute, all’ economia nazionale e all’ ambiente. L’ OMS ha assunto una posizione chiara contro questa spudorata incentivazione al consumo di tabacco, che il Prof. Stanton Glantz promuove attraverso il programma “Smoke Free Movies” (www.smokefreemovies.ucsf.edu). Evidentemente a questi registi non sta molto al cuore la salute del proprio pubblico – risponde oggi l’ associazione dei consumatori, promotrice della norma contro il fumo nelle pellicole – I soggetti più inclini a sviluppare una dipendenza dalle sigarette sono proprio i principali fruitori dei loro film, ossia i giovanissimi, e oltre 80mila persone all’ anno muoiono in Italia a causa delle sigarette. Una recente ricerca condotta da due oncologi (nonché appassionati di cinema) ha rilevato che il 45% dei film usciti nelle sale nel 2010 conteneva scene di fumo, spesso senza alcuna utilità o giustificazioni ai fini della trama. Paragonare poi la norma sul divieto di fumo ai tragici fatti di Parigi è patetico e ai limiti del ridicolo: la tutela della salute dei cittadini passa anche da provvedimenti che eliminano il grande equivoco prodotto dal cinema ai danni dei giovani, ossia che fumare favorisca le relazioni sociali e renda più attraenti e “fighi”, creando un pericoloso effetto emulazione. E ciò non ha nulla che vedere con la libertà d’ espressione, tirata in ballo in modo maldestro e a sproposito. Da sempre il cinema viene usato come indecente mezzo di promozione del tabacco – prosegue il Codacons – Non possiamo quindi non chiederci se dietro l’ appello dei registi italiani vi sia la paura, in un momento storico in cui i fondi per la cultura hanno subito pesanti tagli, di perdere i soldi garantiti dalle multinazionali del tabacco attraverso il fenomeno del “product placement”.

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