13 Gennaio 2013

Il 41% degli italiani non arriva alla fine del mese

Il 41% degli italiani non arriva alla fine del mese

Il lavoro che non c’ è o che spesso è precario, le tasse sempre più alte e le rate del mutuo da pagare hanno messo ormai in ginocchio gli italiani. Una percentuale altissima, il 41% degli interpellati, secondo un sondaggio Confesercenti-Swg, ha dichiarato nel 2012 di non riuscire ad arrivare a fine mese. Né con il proprio reddito né con quello familiare. E le montagne russe da scalare in una crisi che sembra non finire mai sono ancora molte per gli italiani che vedono nero anche per il 2013. Una sfiducia che finora non trova rimedio neppure dai segnali positivi in arrivo dalle Borse, prima fra tutte Milano e dai nostri titoli di Stato che sembrano aver superato la tempesta dello spread. Anzi, secondo il sondaggio Confesercenti-Swg, quasi 9 italiani su 10 (84%) pensa di dover assistere nei prossimi dodici mesi a un ulteriore peggioramento della situazione economica e sociale del Paese. E solo il 16% dei nostri concittadini- la metà dello scorso anno erano esattamente il doppio (32%) – è ottimista e prevede un miglioramento per l’ economia. Ad avere una visione più positiva sono i giovani sotto i 24 anni (22,9% di ottimisti) e chi vive nelle Isole (22,2%). L’ 80% degli intervistati segnala poi che la crisi ha colpito anche il proprio nucleo familiare: il 37% ha ridotto fortemente le spese, il 21% ha tagliato sulle attività di svago. Problemi lavorativi per il 20% delle famiglie italiane che si sono trovate di fronte alla perdita del posto (il 14%) o alla cassaintegrazione per uno dei suoi membri (il 6%). Quindi la maggioranza degli italiani (il 59%), evidenzia il sondaggio Confesercenti-Swg, vuole far leva sul nuovo governo per porre alla sua attenzione l’ emergenza lavoro. Subito dopo, gli italiani chiedono di abbassare le tasse e di ridurre i costi della politica (il 23% del campione in entrambi i casi). L’ accento posto sulla questione lavoro nasce soprattutto dalla crescente difficoltà degli italiani ad arrivare alla fine del mese con i loro guadagni. Nel 2012 il 41% degli interpellati dichiara di non riuscirci, né con il proprio reddito né con quello familiare. E se nel 2010 circa il 72% del campione riusciva a far fronte alle spese della famiglia per tutto il mese, quest’ anno la percentuale cala bruscamente al 59%. Del resto, calcolano le associazioni Adusbef e Federconsumatori, il governo Monti ha stangato le famiglie presentando un conto di 8.336 euro nel biennio 2012-2013. Più nello specifico si tratta di 2.200 euro di aumenti di prezzi e tariffe, 4.636 euro di «costi occulti» derivanti dall’ aumento del debito pubblico e 1.500 euro di altri rincari previsti per il 2013. «Addossare in un biennio 8.336 euro sulle spalle di ogni famiglia, attaccano le associazioni dei consumatori – oltre ad uccidere la ripresa dell’ economia, uccide qualsiasi speranza sul futuro». Anche secondo il Codacons, i risultati dell’ indagine condotta da Confesercenti sono allarmanti e fanno prevedere un anno orribile per l’ economia italiana. «Con questi presupposti – conclude amaramente il presidente Carlo Rienzi – nel 2013 si verificherà una ulteriore riduzione dei consumi, che farà segnare un nuovo record negativo per il nostro Paese». Circa nove intervistati su dieci pensano che nel 2013 l’ economia peggiorerà ancora.
   
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