14 Gennaio 2006

«Il 40 % degli avvisi è immotivato, su auto rubate o rottamate da anni»

ROMA – Giuseppe Ursini, avvocato, è vice presidente nazionale del Codacons. Dalla Campania, regione in cui lavora, sta guidando la rivolta contro quelle che le associazioni di consumatori definiscono ?cartelle pazze?. Il Codacons ha chiesto al ministro Tremonti un intervento in materia, proponendo anche «un fondo di solidarietà per le vittime della Pubblica Amministrazione»

Avvocato, quali sono i dati in vostro possesso?

«Per quanto ne sappiamo, almeno il 40% degli avvisi di pagamento arrivati o in arrivo sono ingiustificati. Rigurdano auto rubate, vendute o rottamate da anni. In alcuni casi anche da più di 10».
Vi risulta comunque che vi siano una percentuale di errori dovuti alle nuove forme di pagamento e a cittadini poco attenti nel compilare i moduli di pagamento?

«Certamente questo è accaduto. Ma non crediamo che gli errori possano superare il 10% dei casi».

In Campania ci sono un milione e mezzo di avvisi di pagamento pendenti, le risulta?

«Più o meno le cifre sono quelle. Il problema è che si è creata una spaccatura tra l?ente impositore e il riscossore. E così se le due banche dati non parlano si crea la frattura nel flusso delle informazioni. Spesso non c?è abbastanza perizia, da parte delle Regioni, nell?incorciare i dati. E forse è più semplice mandare gli avvisi di pagamento».

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