29 Marzo 2008

Il 4 aprile verdetto del Tar sulla regolarità del voto

Timbri sospetti, verbali col bianchetto i mille dubbi sulle elezioni contestate

Orlando: “Senza quei maneggi sarei sindaco“
Il 4 aprile verdetto del Tar sulla regolarità del voto

Ventiquattr`ore prima del voto, lo spettro dei brogli si era già impadronito delle elezioni comunali di Palermo. Sabato 12 maggio lo staff del candidato sindaco Leoluca Orlando e lo Sdi avevano già denunciato il comportamento scorretto di alcuni presidenti di seggio che avevano aperto i plichi e timbrato le schede in perfetta solitudine mentre avrebbero dovuto contarle, vidimarle e conservarle con la collaborazione di tutti i componenti del seggio, i quali peraltro non si erano ancora nemmeno insediati. “Come ci si può stupire se poi saltano dal nulla decine di schede già votate?“, si chiede Aurelio Scavone, consigliere della “Rete dei valori“. E una scheda elettorale fu ritrovata in un cassonetto di via dei Biscottari, all`Albergheria, nel pomeriggio di quello stesso sabato. Era l`inizio di un`odissea che, con gli arresti di ieri, ha aggiunto solo un nuovo capitolo. Il finale chissà quando verrà scritto. “I magistrati hanno dato ragione alla nostra prima denuncia. Siamo stati noi a segnalare le irregolarità nelle sezioni 19 e 460 – afferma l`avvocato Vincenzo Lo Re, legale di Orlando – Ma abbiamo presentato altri quattro esposti relativi a decine di irregolarità sulle quali i magistrati stanno ancora indagando“. Orlando e il suo staff attendono che si faccia chiarezza su numerosi verbali sbianchettati o martoriati dalle correzioni. Su elettori che al momento di firmare hanno trovato il verbale già vidimato da qualcun altro ed elettori che hanno disertato i seggi ma risultano tra i votanti. Pretendono risposte, gli orlandiani, sui plichi con i risultati definitivi che sono stati portati, dai seggi all`ufficio elettorale del Comune, da persone mai identificate. Il timore è che siano stati manomessi: molti fascicoli erano aperti e in pessimo stato. “Senza quei brogli io sarei stato eletto sindaco di Palermo al primo turno – tuona Orlando – quindi è con soddisfazione che prendo atto che le mie denunce sono state accolte, ma sono stati arrestati solo i primi due responsabili“. Non è solo il candidato sindaco di centrosinistra ad avere denunciato i presunti brogli. Lo hanno fatto pure numerosi candidati di entrambi gli schieramenti. Piero Garofalo, in corsa nella lista “Vizzini per Palermo“, si è ritrovato a zero preferenze nel seggio in cui aveva votato personalmente. Giovanni Apprendi, candidato dei Ds alla prima circoscrizione, durante lo spoglio, ha sentito scandire il suo nome 17 volte. Ma nel verbale si è ritrovato pure lui a zero. è ricorso al Tar e nei giorni scorsi ha ottenuto ragione entrando così nel consiglio di circoscrizione. Irregolarità sono state denunciate anche da Cristina Matranga (lista “Sindaco Orlando“) e Gloria Cammarata (Forza Italia): entrambe non hanno ritrovato nei verbali i voti che erano certe di avere ottenuto. è stato necessario oltre un mese dal giorno delle consultazioni perché si potessero proclamare i 50 eletti a Sala delle Lapidi. Tre candidati, che a lungo sembravano fuori, sono stati ripescati in extremis. Dal conteggio definitivo sono emerse gravi irregolarità commesse dai due presidenti arrestati ieri, e altre – giudicate però non dolose – sono state attribuite a numerosi responsabili dei seggi. Un disastro di tale portata ed evidenza che parecchi presidenti non verranno riconfermati. Ma, appurate le irregolarità, resta da capire quanto abbiano inciso sul risultato finale. Il Tar, a questo proposito, si esprimerà il 4 aprile, giorno dell`udienza relativa all`esposto presentato da Orlando. “Le elezioni sono state falsate da numerose irregolarità e da brogli che erano sotto gli occhi di tutti“, afferma Rita Borsellino. “Speriamo che l`indagine faccia luce anche su altri episodi ancora oscuri, perché siamo sicuri che i seggi nei quali si sono verificate gravi anomalie sono molto più numerosi“, denuncia Giusto Catania (Sinistra arcobaleno). “C`è ancora una pentola da scoperchiare. La Procura deve verificare se il sindaco sia stato eletto regolarmente“, rincara la dose Antonella Monastra, pure lei della Sinistra arcobaleno come Franco Cantafia che chiede a Cammarata di dimettersi. Il Codacons Sicilia, più cautamente, invita il primo cittadino a valutare l`ipotesi di farsi da parte, mentre Ninni Terminelli (Pd) ipotizza di tornare alle urne “se verrà accertato che il voto è stato condizionato“. Ma lo spettro dei brogli si è messo a volteggiare anche sulle prossime consultazioni. “La vicenda arriva in un momento delicato, quello delle elezioni regionali e politiche ormai alle porte, bisogna vigilare“, è l`appello di Alessandra Siragusa (Pd) e il vicesegretario regionale dei democratici Tonino Russo annuncia una “mobilitazione ai seggi per evitare manipolazioni“. Sonia Alfano, candidata presidente della Regione per gli amici di Beppe Grillo, torna a chiedere, invece, l`invio di osservatori internazionali. Il Pdl, di contro, invita a non strumentalizzare gli arresti, ma l`argomento “brogli alle comunali“ è ormai in pianta stabile nell`agenda elettorale.

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