13 Febbraio 2007

Il 32% dei matrimoni con rito civile, in 28 capoluoghi sono oltre la metà

In dieci anni convivenze raddoppiate

Il 32% dei matrimoni con rito civile, in 28 capoluoghi sono oltre la metà

Ci si sposa sempre meno, crescono separazioni e divorzi



ROMA. Calano le coppie che convolano a nozze ed è “boom“ delle convivenze con oltre mezzo milione di coppie di fatto. Non solo. Un matrimonio su tre è celebrato con rito civile, ci si sposa sempre più tardi e crescono “secondi matrimoni“ e quelli “misti“. A fotografare le trasformazioni della famiglia italiana è l`Istat che, basandosi su dati del 2004 e 2005, definisce il matrimonio made in Italy “un`istituzione in mutamento“. Nozze in calo.. Nel 2005 sono stati celebrati poco più di 250mila matrimoni: sono in continua diminuzione dal 1972 (419 mila nozze) a parte un lieve recupero negli anni `90. Ci si sposa più al Sud e nelle Isole e le regioni dove si registra il massimo e il minimo sono Campania e Emilia-Romagna. Inoltre il 56% delle coppie sceglie la separazione dei beni: il 62% al Nord, il 58,6% al Centro e il 47,5% al Sud. Boom delle convivenze. Il calo dei matrimoni, spiega l`Istat, va interpretato anche alla luce dell`aumento delle coppie di fatto, ormai oltre 500 mila. Un “fenomeno in rapida espansione“: solo 10 anni fa erano meno della metà. E non si tratta solo di convivenze prematrimoniali, ma anche di una nuova “modalità di formazione della famiglia“. I bambini nati fuori dal matrimonio sono poi il 15%, cioè 80 mila nati l`anno, quasi il doppio di 10 anni fa. Ci si sposa tardi. E` una tendenza che si è rafforzata: se negli anni Novanta il 17% dei trentacinquenni non era sposata oggi sono il 30%. Gli uomini alle prime nozze hanno in media 32 anni e le donne quasi 30, 4 anni in più dei loro genitori al momento del “sì“. I motivi: il completamento degli studi, la ricerca del lavoro e il desiderio di godere “di tutti i vantaggi“ che offre la famiglia di origine. Là dove i matrimoni sono più frequenti l`età però cala: le spose campane hanno in media 27,9 anni mentre in molte regioni del Nord superano i 30. Uno su 3 va in Comune. Il 32,4% dei matrimoni è celebrato con rito civile: 10 anni fa erano meno del 20%. Profonde le differenze territoriali: sono il 43% al Nord, il 35% al Centro, il 18% al Sud. Inoltre nel 2004 in ben 28 capoluoghi del Centro-Nord hanno superato quelli religiosi: le percentuali più elevate sono a Bolzano (78,9%), Siena e Firenze. Un aumento dovuto in parte alla diffusione di matrimoni misti e secondi matrimoni, ma che si riscontra anche nelle prime nozze tra italiani (il 23% nel 2004, nel 1995 erano il 14%). Chi ci riprova. In aumento le coppie che “scoppiano“ (oltre 80 mila separazioni e 45 mila divorzi nel 2004) e secondi matrimoni. In quasi il 10% delle nozze almeno uno dei due è alla seconda esperienza. La tipologia più frequente è quella in cui lui è divorziato e lei nubile. Crescono le nozze “miste“. Il fenomeno è ancora contenuto, spiega l`Istat, ma in continuo incremento e “rappresenta uno degli indicatori più significativi del processo di integrazione“. Le coppie in cui uno dei due sposi o entrambi sono stranieri sono il 12,5%: erano il 4,8% nel 1995. Sono più diffuse al Nord e al Centro, sono spesso secondi matrimoni e in genere il coniuge straniero è più giovane e istruito. La situazione più frequente è quella in cui lo sposo è italiano e lei straniera (17.835 nozze nel 2004): nel 49% dei casi sono donne dell`Europa dell`est e nel 21% dell`America centro-sud. Le italiane sposano per lo più nordafricani o uomini dell`Europa centro-orientale. “Colpa dei costi“. Secondo Codacons e Moige se ci si sposa meno è per colpa dei costi e del fisco. Mentre Franco Grillini (Ds) denuncia: “Per i conviventi calcolate solo coppie eterosessuali“.

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