10 Gennaio 2012

Il 20 gennaio via alle liberalizzazioni «per dare ai cittadini i giusti sconti»

Il 20 gennaio via alle liberalizzazioni «per dare ai cittadini i giusti sconti»

 Roma. Non si spezza la catena di record della benzina, che ieri è arrivata al nuovo massimo di 1,747 euro al litro. Una corsa che preoccupa le associazioni dei consumatori, ma anche quelle degli agricoltori, allarmati per le spese da sostenere per l’ approvvigionamento di gasolio. Secondo le rilevazioni di Quotidiano energia sul territorio i prezzi praticati hanno registrato aumenti significativi per tutti i brand, con la benzina che ha toccato il nuovo picco di 1,747 euro nella media nazionale e di 1,813 euro in alcuni impianti del Centro Italia; il diesel è invece arrivato a quota 1,707 euro e 1,733 euro/litro al Sud. Gli incrementi sono scattati nel lungo weekend dell’ Epifania: Ip ha aumentato i prezzi raccomandati di benzina e diesel di 0,4 e 0,6 centesimi, mentre Tamoil è salita su entrambi i prodotti di 1 centesimo. TotalErg il 6 gennaio ha registrato ritocchi all’ insù di 0,3 centesimi sulla verde e di 0,2 centesimi sul diesel, salvo poi tornare ad intervenire il giorno successivo con un aggiustamento di 0,7 e 0,5 centesimi. Infine, Q8 ha rialzato di 1 centesimo il prodotto leggero e di 0,7 centesimi quello pesante. Quota 2 euro, insomma, non è più un prezzo da fantascienza. Il Codacons, che parla di stangata di 202 euro annui, si spinge a una previsione e dice che verrà toccata entro i primi di marzo, per questo il Governo «non può stare a guardare: deve intervenire per frenare la corsa dei carburanti e ridurre le ingiuste tassazioni che pesano sulle tasche degli automobilisti». Secondo Adusbef e Federconsumatori, che chiedono subito modernizzazione e liberalizzazione della rete distributiva, gli aumenti avranno un impatto di 196 euro, ma ci saranno poi gli effetti indiretti per le merci trasportare su gomma, come gli alimentari (161 euro in più). L’ allarme dei consumatori è confermato anche dalle associazioni agricole. La Cia ricorda che il gasolio agricolo è aumentato del 130% negli ultimi due anni. L’ effetto sui portafogli di chi fa tutti i giorni la spesa è inevitabile: in Italia, osserva Coldiretti, l’ 86% dei trasporti commerciali avviene per strada, quindi il record dei prezzi dei carburanti ha un effetto valanga sulla spesa. Senza contare, fa notare Confagricoltura, che gli agricoltori pagano un doppio costo per l’ impennata dei prezzi: come consumatori e come lavoratori. Dal suo canto, il governo ha ribadito l’ intenzione di intervenire sulle liberalizzazioni con un decreto legge e il provvedimento verrà varato entro il 20 di gennaio. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Antonio Catricalà indica modi e tempi dell’ atteso pacchetto per quello che il premier Mario Monti ha definito il «disarmo multilaterale di tutte le corporazioni». Un provvedimento che riguarderà «tutti i settori», anche l’ acqua, nonostante il referendum, ma dal quale sarà esclusa la controversa separazione di Snam dall’ Eni. Un primo giro di tavolo sulle misure in cantiere potrebbe avvenire già nel prossimo consiglio dei ministri che potrebbe essere convocato per il fine settimana. Parlando dei singoli settori, il sottosegretario alla presidenza del consiglio ha annunciato che nel mirino delle liberalizzazioni finirà anche l’ acqua, nonostante il referendum contro la privatizzazione: «Pensiamo di fare modifiche che non vadano contro il risultato referendario ma non vogliamo che sia un escamotage» per aggirare la scelta degli italiani. Per le farmacie e per i notai è invece in arrivo un aumento della pianta organica. «Bisogna consentire ai nostri cittadini di ottenere i giusti sconti», ha spiegato Catricalà, sulle farmacie così come per i notai «non si tratta di ampliare i mercati ma di ridurre i prezzi». Per la benzina invece l’ obiettivo del Governo è di «creare una situazione per cui i gestori possano venderla insieme ad altri beni di consumo». Sulle ferrovie «bisognerà intervenire sulle storture che avvantaggiano l’ incumbent», ma non è ancora chiaro come questo avverrà: «ci saranno norme – si è limitato a dire – che aiuteranno la facilità di accesso» alla rete. Non ci sarà invece la separazione dell’ operatore della rete del gas Snam dall’ Eni: «non è una priorità», ha detto il sottosegretario, spiegando che «esistono tanti altri rimedi che consentono alle imprese energivore di pagare meno il gas».

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