12 Settembre 2003

Il 16 settembre sciopero della spesa


«Per dire basta alla rapina che da tempo si commette ai danni delle famiglie e per spingere il Governo ad intervenire perché sia bloccata la spirale degli aumenti dei prezzi», così le associazioni dei consumatori motivano il terzo sciopero della spesa in programma per il 16 settembre. Ed i recenti controlli disposti dalla polizia annonaria, nei mercati e nei supermercati, hanno confermato una ingiustificata impennata che continua a gravare sulle tasche dei messinesi. L`invito delle organizzazioni a tutela del consumatore è quello di aderire alla giornata di protesta, per dare un forte segnale di malessere. Nei giorni scorsi la segreteria provinciale della ?Federconsumatori?, guidata da Franco Fede, aveva annunciato iniziative per sollecitare i cittadini ad aderire allo sciopero. È stata diramata una vera guida sugli acquisti e le spese che possono essere evitati. Si parte con il settore della ristorazione, dove si sono registrati aumenti fino al 50%. Bisogna evitare: «di chiedere caffè, cappuccino e brioche al bar; gelati birra ed altre bevande; non andare a cena al ristorante; non acquistare scarpe e capi di abbigliamento». «I beni essenziali ? prosegue la guida ? potranno essere acquistati il giorno prima, così come i biglietti dell`autobus; fare il pieno se è possibile prima o dopo lo sciopero». La campagna di mobilitazione è stata aperta anche dall`Adoc-Uil che, insieme alla ?Federconsumatori?, fa parte di quell`intesa (in cui figurano anche Adusbef e Codacons) che ha dichiarato guerra al Governo. «Lo sciopero ? ha ribadito il responsabile provinciale, Francesco Sabatino ? ha lo scopo di bloccare i prezzi di beni di consumo che crescono costantemente». L`associazione ha avanzato alcune proposte: «istituzione dell`Osservatorio sui prezzi; avviare un attento monitoraggio ed istituire un numero verde per eventuali segnalazioni; maggiori controlli dell`Ente locale; doppio listino in cui vengono riportati i prezzi all`ingrosso e al dettaglio». Il responsabile dell`Adoc ha anche fatto una considerazione sulle mancate decisioni dell`Amministrazione in merito a quell`organismo che già in altre città (ad esempio Roma) è servito ad avviare quel monitoraggio che in realtà doveva partire subito dopo l`entrata in circolazione dell`euro. «I consumatori ? ha detto Sabatino ? hanno capito, da tempo, che l`osservatorio non sarà mai istituito, perchè altrimenti il libero mercato dove andrebbe a finire?». Ma i consumatori non hanno certo intenzione di mollare: i prezzi devono essere contenuti.

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