22 Ottobre 2013

II crollo dei consumí si “mangia” di nuovo i ricavi delle aziende

II crollo dei consumí si “mangia” di nuovo i ricavi delle aziende

L’ industria italiana mostra cenni di ripresa, ma non come ci si aspetterebbe dopo anni di crescita buttata al vento a causa della recessione. In agosto, ha fatto sapere ieri l’ Istat, il fatturato è cresciuto dell’ i% rispetto a luglio, mentre il confronto su un anno fa segnare un crollo del 4,8%: è il ventesimo calo consecutivo. Il mercato interno poi è stagnante su base mensile, mentre in un anno fa registrare un’ altra performance estremamente negativa. Guardando nel dettaglio i dati di agosto, il rialzo mensile si spiega con un aumento del 3,1% segnato sul mercato estero, a fronte di un fatturato fermo a livello nazionale. Rispetto ad agosto 2012 il mercato interno scivola del 7,4%, mentre quello estero segna un +1%. Nella media degli ultimi tre mesi, l’ indice complessi vo registra un aumento dello 0,9% rispetto ai tre mesi precedenti. Analizzando i diversi settori, l’ incremento più forte su base annua si registra nella fabbricazione di macchinari e attrezzature (+3,7%), mentre la peggiore diminuzione interessa la fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-19,6%). Per quel che riguarda gli ordinativi totali, si registra un incremento congiunturale del 2%, sintesi di un aumento del 3,9% degli ordinativi interni e una flessione dello 0,5% di quelli esteri. Nella media degli ultimi tre mesi gli ordinativi totali crescono dello 0,1% rispetto al trimestre precedente. Nel confronto con il mese di agosto 2012, l’ indice grezzo degli ordinativi segna una variazione negativa del 6,8%. La diminuzione più significativa si registra nella metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (-14%), mentre l’ incremento più rilevante si osserva nella fabbricazione di mezzi di trasporto (+16,4%). Il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, fa notare come i segnali di «lieve miglioramento» non siano omogenei fra tutti i settori. «Dipende dai settori. lo ad esempio sono legato al settore dell’ edilizia, che non sta migliorando. Sicuramente il clima economico a livello globale vira al positivo ma i segnali buoni sono solo sul breve periodo perché rispetto ad un anno pri ma, per quello che riguarda gli ordini, stiamo al4%», ha commentato prima di entrare al forum bilaterale tra Confindustria e Bdi tedesca. Per il Codacons il calo del fatturato su base annua dipende «dal crollo dei consumi delle famiglie». Secondo l’ associazione dei consumatori è «di tutta evidenza, infatti, che fino a che i consumatori non acquistano, le imprese non vendono, salvo siano trainate dalle esportazioni e dalla domanda estera. Anche un’ impresa che punta tutto sulle esportazioni, comunque», ne risente. Per questo il Codacons invita il governo «a rivedere la legge di stabilità, seguendo la logica di spostare la tassazione dai consumi ai patrimoni, dall’ Iva all’ Irpef, dal lavoro alle rendite finanziarie, dai lavoratori dipendenti agli speculatori».
 
di alessandro bonini
 

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