Igiene a rischio per lo sciopero dei netturbini
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fonte:
- Il Cittadino
possibili reati sanitari e ambientali, la Cisl: «Le controparti dovevano
essere meno rigide»
n Adesione altissima – tra il 70 e il 90 per cento, secondo le stime degli organizzatori – per lo sciopero nazionale del comparto di igiene ambientale indetto dalle organizzazioni sindacali di categoria per il rinnovo del contratto, andato in scena ieri in molte città italiane, da Roma a Genova, passando per Milano, Bologna e Parma. Proteste che hanno creato non pochi disagi ai cittadini, con cumuli di rifiuti ammassati ai lati dei cassonetti di molte strade ed effetti notevoli sul traffico. Effetti immediati, fin dalla prima mattinata di ieri, si sono visti nella Capitale: i rifiuti, fuori da cestini e cassonetti, sono aumentati ora dopo ora, anche in in pieno centro. I dipendenti Ama, che hanno iniziato l’ astensione con il primo turno di ieri, hanno incrociato le braccia fino alle 4.30 di questa mattina. Sul piede di guerra il Codacons: «Stiamo ricevendo le segnalazioni dei cittadini che denunciano la presenza massiccia di spazzatura in strada. È uno spettacolo indecoroso, che potrebbe peggiorare nelle prossime ore e portare a possibili conseguenze sul fronte igienico-sanitario» recitava una nota emanata ieri. «La presenza massiccia di sacchi della spazzatura in strada, infatti, lasciati ore e ore a marcire sotto il sole, favorisce il proliferare di insetti e topi vettori di numerose infezioni, e potrebbe generare addirittura epidemie tra la popolazione. Temiamo che nelle prossime ore la situazione possa peggiorare e degenerare, per questo abbiamo presentato poco fa un esposto alla Procura di Roma chiedendo di aprire una indagine in relazione a possibili reati sul fronte sanitario e ambientale e per il rischio di diffusione di epidemia», ha aggiunto il presidente Carlo Rienzi. Dal canto loro, Cgil Fp, Fit Cisl, Uil Trasporti e Fiadel, le sigle sindacali che hanno indetto lo sciopero, sostengono che le ragioni della protesta stanno nel «rinnovo di un contratto scaduto da due anni e mezzo» e nel «rispetto dei diritti e delle tutele dei lavoratori del settore, il miglioramento dei servizi resi ai cittadini». Il segretario confederale di Cisl, Giovanni Luciano, al termine della giornata si è detto dispiaciuto «per il disagio arrecato ai cittadini. Si sarebbe potuto evitare se le controparti avessero avuto un atteggiamento meno rigido». «Auspichiamo ora – ha aggiunto – che l’ Anci entri in campo con più convinzione per risolvere rapidamente la vertenza, perché questo settore ha potenzialità elevatissime per diventare motore di sviluppo anziché campo di battaglia per un semplice rinnovo contrattuale».
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