Ieri sciopero della spesa
-
fonte:
- Gazzetta di Parma
Prezzi fermi fino al 31 dicembre nei supermercati e negli ipermercati della grande distribuzione. In cambio il governo si impegna ad inserire nella prossima Finanziaria misure che garantiscano una maggior flessibilità sulle vendite promozionali e sugli orari di apertura degli esercizi. Immediate le polemiche: « I prezzi andrebbero abbassati del 10- 15% dopo che la grande distribuzione ha rapinato gli italiani con aumenti a due cifre » ha obiettato Elio Lannutti, presidente dell`Adusbef. L`intesa, raggiunta dal ministro delle Attività produttive, Antonio Marzano, proprio nel giorno dello sciopero della spesa, sarà firmata oggi dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. L`offensiva del governo contro il carovita era partita ai primi di agosto, con la convocazione dei rappresentanti della grande distribuzione al ministero delle Attività produttive. In quell`occasione Marzano aveva chiesto a supermercati e ipermercati la stabilizzazione dei prezzi dei prodotti di pi ù largo e frequente consumo fino al 31 dicembre. Sollecitazione che la grande distribuzione, nei giorni immediatamente successivi, aveva sottoscritto a patto che venissero realizzati accordi con l`industria produttiva e rilanciando la competitività con interventi sull`Irap, sulle tariffe dei servizi, sulle vendite promozionali e sugli orari di apertura degli esercizi. Richieste, almeno in parte accolte in base all`accordo raggiunto. Tornando alla protesta di ieri, indetta dalle associazioni dei consumatori, non ha però mostrato un fronte compatto. Tecnicamente impossibile quantificare il numero degli aderenti allo sciopero: cosí, l`Intesa dei consumatori, che raggruppa Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori, ha cantato vittoria, mentre le associazioni dei commercianti hanno giudicato lo sciopero di ieri un fallimento completo oltre che assolutamente inutile ai fini pratici. Secondo le stime dell`Intesa, la cui attendibilità è peraltro tutta da dimostrare, il 75% dei cittadini ha rinunciato ad almeno un acquisto: le adesioni nelle principali città italiane avrebbero visto in testa Catania ( 65%), seguita da Napoli ( 61%), Roma ( 56%), Torino ( 53%) e Bari ( 50%). Guerra di cifre a parte, c`è un dato incontrovertibile: i consumi sono stagnanti e le proteste per il carovita non diminuiscono. Ma ognuno scarica sugli altri la responsabilità della situazione. Lannutti ha snocciolato qualche cifra: « E` ora di smettere di taglieggiare le famiglie con aumenti ingiustificati: dall`entrata dell`euro ben 52 miliardi di euro sono passati di mano dai consumatori al sistema distributivo. E` circa il 4% del Pil » . Insomma, una quota di ricchezza cospicua: « A soffrire sono soprattutto le famiglie monoreddito che hanno un`entrata modesta – ha sostenuto Lannutti – ma ormai la crisi ha colpito tutto il ceto medio che deve fare i conti con l`aumento incredibile del costo della spesa » . Protagonista della giornata è stata anche la Coldiretti che ha aderito allo sciopero organizzando nelle piazze delle città italiane « presidi di trasparenza » dove si invitavano i consumatori a « combattere il caro vita comprando prodotti di stagione e direttamente dal produttore » .
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
-
Tags: consumatori, intesa, Prezzi, Sciopero, spesa
