15 Settembre 2005

Ieri lo sciopero della spesa

Ieri lo sciopero della spesa.

Per il Codacons ha aderito il 52%. Ma i supermercati erano affollati





Ore 11,40: lo sciopero della spesa è iniziato da poco e il parcheggio di Migliore è pieno come sempre. All`ingresso c`è chi morde un soffice cornetto, mentre, dentro, gli «informatici» non resistono all`ultima diavoleria telematica.
Scene ordinarie. Ieri però non doveva essere una giornata normale per i consumatori trapanesi. Dalle 11,30 alle 13,30, infatti, per il V sciopero nazionale della spesa, l`Intesa Consumatori chiamava i cittadini a disertare negozi, ipermercati, pompe di benzina, uffici postali, in segno di protesta per l`eccessivo aumento dei prezzi di beni e servizi. Sott`accusa anche le temute “bollette“ di luce, gas, acqua, per cui si prevede un ulteriore rincaro in ottobre. Contro ciò l`organizzazione a tutela dei compratori ha anche indetto il primo black out dei consumatori: spegnere quanto funzioni con l`elettricità dalle 11,30 alle 11,35. Il resoconto cittadino è deludente e fa emergere un problema di fondo: la disinformazione, imputata da alcuni a una carente pubblicità locale dell`evento. E la tiritera è la stessa «a saperlo, avrei aderito». Anche se secondo i dati duffusi dal Codacons l`adesione in città è stata del 52 per cento.
«Penso che l`iniziativa – ha affermato Michele Di Bono, ?mosca bianca? tra gli ignari acquirenti – non riuscirà perché ha avuto poco risalto». E sullo slogan della Codacons «riduciamo i costi del 20 per cento», i consumatori sembrano assentire. «Gli aumenti sono uno sfregio – ha detto Emma Orlando, da Migliore con la nipotina – Questa bottiglietta di aranciata mi è costata 2,60 euro, cioè 5 mila lire. Se avessi visto il prezziario non l`avrei comprata». Tra i fantasmi che più turbano i sogni dei consumatori, il caro-benzina. «Benzina e cibo: indispensabili e quotidiani, ma cari» ha sentenziato il signor Pietro, alla “Sma-Auchan“ di via Cesarò. «Iniziativa giusta: i prezzi sono altissimi e la gente inspiegabilmente continua a comprare» ha detto Salvatore Tilotta, ieri mattina da Migliore.
Un aumento generalizzato che penalizza i salari e che quest`estate ha trattenuto a casa il 30 per cento delle famiglie. «Si è optato per le vacanze intelligenti: tre giorni in alberghi a 2 stelle. Vista la diminuzione del valore del denaro – ha detto Di Bono – si dovrebbe aumentare a 1.800 euro il prezzo base degli stipendi». Si dividono invece sulle cause della febbre da rincaro. «Lo sbaglio è del governo – ha spiegato Orlando – che col cambio non ha mantenuto il doppio prezzo per controllare. Invece le mille lire sono diventate le 1926,37 lire, 1 euro. Da pensionata non sto più bene come quando lavoravo. Ho dato tanto e meritavo di più». Francesco Croce: «E` un prezzo che dovevamo pagare per stare al passo con le altre nazioni». A testimoniare l`insuccesso dello sciopero anche i venditori. «C`è stato lo stesso afflusso di sempre – ha rivelato Michele Agliastro, titolare del negozio La Mongolfiera – Gli aumenti ci sono, ma non li si imputino ai commercianti». Infine Francesco, con la fidanzata, rivela un`alternativa più economica. «Niente più passeggiate in auto. Da oggi la faccio camminare a piedi».

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