26 Giugno 2018

Ieri l’ ultima volta del “quizzone”

ROMA Archiviate le prime due prove scritte dell’ esame di stato, gli oltre 500 mila maturandi hanno affrontato ieri la terza prova di maturità, il cosiddetto quizzone, predisposto da ciascuna commissione d’ esame. Nelle scuole sede di seggio, in caso di ballottaggi, la terza prova è slittata a domani. Ora sarà la volta dei colloqui orali. Con la terza prova gli studenti hanno dovuto dimostrare di aver acquisito le nozioni base di materie scelte dalla commissione (fino a un massimo di cinque, di solito escludendo quelle già trattate nelle prime due prove) e studiate nel corso dell’ ultimo anno. A discrezione dei commissari anche la tipologia delle domande: trattazione sintetica, quesiti a risposta singola, quesiti a risposta multipla, problemi a soluzione rapida, analisi di casi pratici e professionali o sviluppo di un progetto (negli istituti professionali e tecnici). Questo è stato l’ ultimo anno per il cosiddetto quizzone: dall’ anno prossimo, infatti, come previsto dalla riforma sulla Buona Scuola, le prove scritte torneranno ad essere due, il tema d’ italiano e la prova specifica per tipologia di indirizzo scolastico. Ieri comunque più che di uno scritto di maturità la terza prova scritta è stata un lavoro di gruppo. Almeno secondo Skuola.net, il quizzone in molte classi si è svolto in un clima decisamente “collaborativo”. Così, se alla vigilia 3 studenti su 5 rivelavano di aver avuto anticipazioni dai commissari, in occasione dello svolgimento della prova i ragazzi sono andati anche oltre. Oltre 1 maturando su 3 (il 34%) – tra i circa 1000 che hanno partecipato a una web survey di Skuola.net, subito dopo aver sostenuto il terzo scritto – ha infatti ammesso di aver risposto ai quesiti proposti consultandosi con i compagni di classe. Ai “copioni” di gruppo, poi, si deve aggiungere un 8% di studenti che ha attinto ai classici bigliettini preparati alla vigilia del test e un altro 4% che ha consultato Internet dallo smartphone. La terza prova si è confermata, dunque, lo scritto più copiato di tutti: sommando le varie “tecniche” adottate, praticamente la metà dei maturandi ha completato il compito solo grazie all’ aiutino esterno. Intanto dal Codacons arriva una critica: la terza prova crea disparità tra studenti e non garantisce parità di trattamento a chi sostiene gli esami. «Su siti e social network – scrive il presidente Carlo Rienzi – sono pubblicate le testimonianze di chi ha copiato o ha ottenuto aiuto dai compagni o dagli stessi professori, un quadro che potrebbe essere utilizzato come prova per annullare l’ intero quizzone dinanzi la giustizia amministrativa».

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