12 Maggio 2006

Ieri il Giudice di pace ha nominato

Ieri il Giudice di pace ha nominato
l`ingegnere Spadanuda consulente
per verificare la regolarità dei bollettini



SI ALLARGA a macchia d`olio la truffa dei timbri falsi e sull` ufficio postale di Corso Mazzini si posano gli occhi di Guardia di finanza, Polizia postale e Giudice di Pace. Inchieste che si incrociano all`ombra delle decine di denunce piovute in Procura e negli uffici del Codacons che, per mano del presidente regionale avvocato Francesco Di Lieto, ha già ottenuto una prima vittoria.
Ieri mattina, infatti, all`udienza sfociata da un esposto, presentato dall`associazione consumatori, il giudice di Pace Sergio Lumare ha dato formale incarico ad un esperto, l`ingegnere Giancarlo Spadanuda, di verificare la regolarità dei bollettini “incriminati“, ovvero una serie di bollettini prodotti da diversi cittadini che, nonostante i soldi regolarmente sborsati, a distanza di tempo si sono visti messi in mora da alcune finanziarie, non risultando da nessuna parte i versamenti effettuati.
Da qui l`inquietante ipotesi di una vera e propria truffa ordita ai danni di privati da parte di chi, utilizzando timbri rigorosamente falsi, ha provveduto di volta in volta ad intascare le somme di denaro versate dai malcapitati utenti ai quali, alla fine, non è rimasto che rivolgersi alla magistratura. In attesa che il consulente porti a termine il suo lavoro entro 90 giorni, è alla Procura che adesso tocca il compito di arrivare fino in fondo alla vicenda, alla luce dei molteplici casi già finiti in mano ai finanzieri della sezione di Pg e agli agenti della Polizia postale.
Diversi i protagonisti, unico il copione, incentrato sui modelli per il pagamento delle tasse o su bollettini postali che, sebbene regolarmente pagati dai cittadini, non risultano tali presso gli enti impositori. In buona sostanza i casi, a titolo esemplificativo, possono essere così sintetizzati: un cittadino paga un bollettino postale ma a distanza di tempo la finanziaria richiede nuovamente il pagamento perché le Poste non hanno mai versato l`importo. In pratica, nonostante il sigillo apposto sui bollettini sia quello appartenente alle Poste Italiane, il pagamento non risulta addebitato alle varie finanziarie o, comunque, agli enti erogatori di servizi.
«Pertanto ¬- spiega l`avvocato Di Lieto – delle due l`una: o le Poste hanno truffato i propri clienti trattenendo l`importo di alcuni bollettini di pagamento, oppure i cittadini sono dei truffatori e, approfittando delle moderne tecnologie, hanno realizzato a tavolino falsi bollettini di pagamento. In quest`ultima ipotesi, però, non si comprende per quale motivo quegli stessi cittadini abbiano chiesto l`intervento della Procura della Repubblica di Catanzaro. In passato il Codacons ha anche ottenuto alcune sentenze che hanno dato ragione ai singoli cittadini, ma ora è necessario che venga scoperchiato quello che appare un sistema perverso che danneggia la collettività. Appare chiaro – conclude l`avvocato Francesco Di Lieto – che qualcuno inganna i cittadini vanificando i loro sforzi per ottemperare al pagamento delle tasse, per cui invito le Poste italiane a fornire la massima collaborazione, facendo fronte comune contro chi approfitta della buona fede dei cittadini».

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