10 Giugno 2002

«Ici, intervenga il garante»

È PROTESTA CONTRO LA STANGATA NAPOLETANA

«Ici, intervenga il garante»

La salatissima Ici, Napoli detiene il record della città più cara d?Italia, sta scatenando le associazioni dei consumatori che minacciano di ricorrere agli organi dello Stato pur di vedersi ridotta la tassa sulla casa. Dopo il Codacons a scendere in campo è l?Acusp che chiede l?intervento del «garante del contribuente» della Campania, perché, spiega una nota, «sia garantita la tutela del contribuente con una migliore organizzazione dei servizi». «Il Comune – si afferma – non può imporre l?aliquota Ici al 7 per mille perché non riesce a far pagare le tasse a tutti, penalizzando, così, i contribuenti onesti».
Lo slogan «pagare meno, per pagare tutti» va concretizzato nei fatti, afferma il presidente dell?Acusp (Associazione contribuenti utenti servizi pubblici), «non pubblicato sui depliants, per annunciare una campagna di sensibilizzazione che andava combattuta nei tempi giusti per accertare chi non paga le tasse sulla casa».
Questo denuncerà l?Acusp al garante oggi, invitandolo a verificare «eventuali irregolarità, scorrettezze, disfunzioni dell?attività fiscale, come prevede lo Statuto del contribuente. L?evasione, se si opera concretamente e non a chiacchiere, viene nei fatti limitata, combattuta. A Napoli, è da record quella nel trasporto pubblico locale. Ora, biglietti e abbonamenti vengono pagati regolarmente dagli utenti; invece, evasori numerosissimi si continuano a registrare per il pagamento delle bollette dei rifiuti, e dell?acqua» conclude l?Acusp.
Un duro attacco all?operato di palazzo San Giacomo quello dell?associazione dei cittadini, sulla stregua di quanto già fatto dal Codacons. Infatti, il Codacons bolla l?Ici partenopea come incostituzionale in quanto la disparità con altre città discrimina i cittadini.
L?avvocato Ursini, responsabile del Codacons Napoli ha annunciato un ricorso alla Suprema Corte che verterà proprio su questi temi.
Un dato è certo, a Napoli si paga più che a Milano e a Roma. E se è legittima la lotta all?eveasione che a Palazzo San Giacomo stanno finalmente intraprendendo è invece ingiusto, secondo le associazioni dei contribuenti, «far pagare il prezzo dell?illegalità a chi le regole le rispetta».
Tant?è dal Comune stanno arrivando a tutti i napoletani le cartelle esattoriali. L?aliquota è del 7 per mille (nel capoluogo lombardo è del 5 per mille mentre nella capitale è al 6,9 ma scende di due punti per la prima casa) e la rabbia per la salata tassa da pagare si fa ancora più grande se si considera che al denaro versato non corrisponde un?adeguata qualità dei servizi offerti alla cittadinanza. Basta pensare alle strade spesso invase dai rifiuti e alle fogne che si allagano al primo acquazzone.

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