I vicepremier in pressing su Tria per il decreto sui risparmiatori
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fonte:
- Giornale di Brescia
una norma di attuazione ministeriale, slittata più volte a causa di ritocchi per non incappare nella sanzione Ue. Ma sul tappeto c’ è anche l’ avvio dei lavori della commissione d’ indagine sulle banche con la nomina del presidente, un ruolo per il quale il M5s vuole Gianluigi Paragone, meno gradito agli altri partner di governo. «Il Movimento -ha tuonato Di Maio parlando con i giornalisti a Matera -considera inaccettabile il veto su Paragone alla guida della Commissione d’ inchiesta sulle banche». Il primo nodo rimane quello dei rimborsi ai risparmiatori. In Estremo Oriente per un giro fra gli investi tori, che culminerà nella partecipazione alla «Davos d’ Asia» a Singapore, Tria dovrebbe comunque firmare il decreto dopo il suo rientro in Italia giovedì. Il testo infatti soddisfa i paletti e le richieste di chiarimento arrivate dalla Ue che voleva evitare un aggiramento delle norme sul bail in, dicendosi d’ accordo al rimborso in caso di «misselling» ovvero vendita scorretta ma ponendola condizione di accertarlo. Il ritardo nell’ emanazione del decreto di attuazione sta provocando malumori fra le associazioni dei risparmiatori e un imbarazzo nelle file della maggioranza che teme un nuovo ca so di «promessa non mantenuta» come il Tap o dell’ Ilva. Il tema banche è stato uno dei cavalli di battaglia dell’ opposizione nella scorsa campagna elettorale e proprio la risoluzione delle 4 banche, il caso Mps e la liquidazione delle venete ha provocato lo smottamento del Pd nelle regioni dove insistevano gli istituti di credito. Per il Codacons si sta svolgendo «un ignobile teatrino a danno dei consumatori»: solo per le banche venete (Popolare di Vicenza e Veneto banca) e per i 4 istituti sottoposti a risoluzione (Banca Marche, Banca Etruria, Carife e Carichieti) il danno complessivo subito dai risparmiatori supera 15,6 miliardi di euro e investe 220mila piccoli azionisti e obbligazionisti, con una perdita media di 71.604 eu roa risparmiatore. Il vicepremier Salvini è tornato a insistere: «Tria firmi o lifirmiamo noi». Un appello al quale è seguito subito quello di Di Maio: «Il rimborso deve arrivare subito, questo non va messo nemmeno in discussione». //
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