14 Ottobre 2018

«I veri criminali sono i politici» Regionali, la rabbia e l’ orgoglio

sindacati in rivolta: «il governatore chieda scusa ai dipendenti»
giuseppe biancaPalermo. La frase “incriminata” suona più o meno così: «Ci sono dei funzionari regionali che si comportano da criminali. Io li manderei in galera». È bufera su Nello Musumeci, che venerdì sera, a Palermo sul palco di “Panorama d’ Italia” ha espresso alcune considerazione sulla burocrazia della Regione. «Una pratica può giacere per mesi su un tavolino: un funzionario la può lasciare sulla scrivania senza portarla al collega dello stesso piano. È un comportamento da criminali, mentre in Sicilia c’ è chi soffre la fame», ha detto il governatore. Chiosando con una considerazione che sa quasi di sfida: «E se ti metti di traverso ti arriva subito il sindacato che minaccia lo stato d’ agitazione. Ma siccome io sono più agitato di loro, restiamo tutti agitati. Tutti – ha concluso il governatore – devono sapere la condizione in cui ci muoviamo in Sicilia».Com’ era prevedibile, arriva il fuoco di fila dei sindacati. Il primo a intervenire, venerdì sera, è stato Paolo Montera, segretario generale della Cisl Fp Sicilia: «Ora basta! I problemi della burocrazia regionale sono tanti e derivano da anni e anni di gestione improvvisata e sbadata, che certamente non si può imputare al nuovo governo regionale, ma non possiamo restare a guardare un presidente della Regione che, pur conoscendo le emergenze del comparto e della dirigenza regionali, continua ad attaccare i suoi dipendenti, arrivando persino a definirli criminali».Ieri la Fp Cgil ha rafforzato il concetto: «I veri criminali sono stati i politici, i quali, con i loro provvedimenti e con la carenza di risorse, hanno destrutturato la macchina amministrativa regionale». E ancora: «Il governatore per giustificare l’ operazione clientelare delle stage mascherate da immissione di nuovo precariato – dicono il segretario generale, Gaetano Agliozzo, e la segretaria regionale, Clara Crocè – adesso scarica la responsabilità sul personale. Non spende invece una parola sui reali motivi per i quali non si riesce a dare risposte ai bisogni dei cittadini. Da anni la Fp Cgil Sicilia denuncia inefficienza e sprechi, con una riorganizzazione fatta a suon di provvedimenti, ma senza mai alcun preventivo e opportuno confronto con le organizzazioni sindacali e i lavoratori». l presidente «porga le scuse ai 5.000 dipendenti, A e B, che per anni, a fronte dello stesso trattamento economico, svolgono mansioni superiori assumendosi le responsabilità pur di mandare avanti la macchina amministrativa». E ancora, «il presidente deve chiedere scusa ai 600 precari, che attendono la stabilizzazione – sottolinea il sindacato – ma anche a coloro che lavorano in assenza di profili professionali, senza alcuna valorizzazione, senza formazione e mettendo addirittura le mani nelle proprie tasche per comprare toner, carta per fotocopiare e molto spesso costretti a rimboccare le maniche per pulire anche gli uffici». La “triplice” completa le reazioni con l’ intervento dei sindacalisti della Uil-Fpl Sicilia, Enzo Tango e Luca Crimi: «Se il presidente Musumeci è a conoscenza di azioni che configurano reato da parte di qualche dirigente regionale deve andare subito a presentare denuncia nelle sedi competenti. Di certo troverà la Uil Fpl Sicilia dalla sua parte. In caso contrario sparare nel mucchio è sbagliato e ingiusto. Sono solo messaggi elettorali e di bassa politica». Ma il presidente Musumeci incassa il sostegno del Codacons, che tuona: «Fuori i criminali dalla Regione Siciliana», annunciando la presentazione di un esposto alla Procura della Repubblica di Palermo. «Se ci sono funzionari criminali – afferma il Codacons – vogliamo sapere chi sono. Sarebbe sbagliato generalizzare, infangando ingiustamente un’ intera categoria di lavoratori e lasciare al contempo impuniti i colpevoli. Ai proclami devono seguire le denunce nelle opportune sedi. Staremo al fianco del presidente della Regione Siciliana per eliminare i criminali dalla Pubblica amministrazione», conclude l’ associazione dei consumatori.

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