3 Gennaio 2020

I venti di guerra fanno impennare il prezzo del petrolio. Timori per un nuovo caro-benzina

 

È l’impennata del prezzo del petrolio la prima conseguenza dell’escalation militare tra Usa e Iran innescata dall’uccisione del generale Qassem Soleimani, vicinissimo all’ayatollah Ali Khamenei. Il Wti aumenta, infatti, di 1,70 dollari e si porta a quota 62,82, mentre il Brent registra un incremento di 1,93 dollari a s’innalza a 68,18 dollari a barile. Da Baghdad il portavoce del ministero del Petrolio ostenta tranquillità. E in una nota conferma che la «situazione nei giacimenti petroliferi è normale» e che «le operazioni di produzione non hanno subito condizionamenti». L’unica novità riguarda i dipendenti delle compagnie petrolifere statunitensi che, su richiesta della Casa Bianca, hanno lasciato il Paese alcune ore dopo il raid .
Baghdad: «La situazione nei giacimenti di petrolio è normale»

A preoccupare ora sono le ripercussioni economico-finanziarie dell’aumento del petrolio. Sul punto, il Codacons ha già fatto rullare i tamburi di guerra contro un «nuovo caro-benzina». L’associazione dei consumatori è pronta a ricorrere anche ad iniziative legali. Per il momento, l’attività del Codacons si limita al monitoraggio dei listini prezzi dei carburanti. «In caso di aumenti eccessivi – avverte il presidente Carlo Rienzi -, siamo pronti a far partire denunce con l’accusa di aggiotaggio a carico dei petrolieri». Val la pena di sottolineare che gli aumenti a cascata innescati dal rincaro del petrolio finirebbero per far impennare i prezzi al consumo della maggior parte dei prodotti.
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I consumatori: «Pronti a denunciare chi specula sui carburanti»

Come il Codacons anche l’Unione Nazionale Consumatori è sul piede di guerra. A giudizio del presidente Massimiliano Dona «non c’è alcun motivo per il balzo del petrolio già registrato in alcune Borse». Del resto, sottolinea, Teheran non ha annunciato alcuna ritorsione sul lato dell’offerta di petrolio. Nel frattempo, l’Unc suggerisce ai consumatori una sorta di vademecum per risparmiare sul rientro dalle vacanze. Il primo punto è anche il più importante: «Non entrate nel primo distributore che vi capita appena si accende la spia della benzina, ma cercate il prezzo più basso; prediligete le pompe bianche, senza insegne famose (no logo), o quelle della grande distribuzione».

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